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Ragazzini vendono limonata per comprare il motorino, denunciati da un passante. Poi arrivano i vigili

Un ombrellone, alcune sedie pieghevoli e un piccolo banchetto sistemato nei pressi della piazza del paese. È cominciata così l’iniziativa di tre adolescenti di Pradamano, comune in provincia di Udine, decisi a trasformare qualche ora di lavoro in un primo passo verso un desiderio condiviso: acquistare, ciascuno, un Piaggio Ciao usato. I protagonisti della storia hanno tra i 13 e i 14 anni e avevano pensato anche a un nome per la loro attività improvvisata. Il chiosco era stato battezzato “Ai tre amici”, una scelta che raccontava lo spirito con cui i minorenni avevano deciso di mettersi in gioco e di provare a guadagnare autonomamente il denaro necessario per realizzare il loro piccolo progetto.

L’offerta preparata per gli abitanti del paese era piuttosto varia. Sul banchetto si potevano trovare limonata fatta in casa, caffè, anguria, krapfen e muffin. Non era stato stabilito un vero e proprio listino prezzi: i clienti potevano lasciare un’offerta libera, purché non inferiore a 1,50 euro. La scena ricordava quelle iniziative spontanee che spesso si vedono nei film, con alcuni ragazzini impegnati a vendere bevande e dolci davanti a casa per finanziare un sogno. Anche a Pradamano l’idea sembrava aver attirato curiosità e sostegno. In poco tempo, infatti, i tre amici erano riusciti a mettere insieme 100 euro, una somma ancora lontana dall’obiettivo finale ma sufficiente a incoraggiarli a proseguire.

L’iniziativa, però, non è stata accolta da tutti con lo stesso entusiasmo. Un passante, dopo aver notato la bancarella, ha deciso di presentare una segnalazione formale alla polizia locale. A quel punto gli agenti sono stati chiamati a intervenire e a verificare ciò che stava accadendo vicino alla piazza del comune. Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, i vigili hanno dovuto spiegare ai tre adolescenti che la vendita di alimenti e bevande non poteva essere svolta senza le autorizzazioni previste. La buona fede, l’età dei protagonisti e il carattere artigianale dell’iniziativa non erano sufficienti a superare le regole che disciplinano la somministrazione e la commercializzazione dei prodotti alimentari. I ragazzi sono stati quindi ammoniti e costretti a interrompere il loro piccolo commercio.

Il progetto per acquistare i motorini ha così subito una brusca battuta d’arresto. I tre amici, tuttavia, non sembrano intenzionati ad abbandonare il loro obiettivo. Attraverso internet hanno ringraziato le persone che li avevano aiutati e hanno annunciato che cercheranno altre iniziative, questa volta compatibili con le regole, per continuare a raccogliere il denaro necessario. Uno dei giovani protagonisti ha raccontato a Telefriuli la delusione provata nel momento in cui sono arrivati gli agenti: “Non ho avuto paura quando ho visto arrivare i vigili – ha raccontato uno dei tre protagonisti a Telefriuli – ma sono stato molto dispiaciuto perché pensavo fosse una bella cosa e volevo andare avanti. Adesso speriamo nel meglio. Abbiamo raccolto 100 euro”.

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