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Reddito di cittadinanza, ecco le cifre ufficiali: quanti italiani lo riceveranno davvero

4.916.786 persone, pari a 1,73 milioni di nuclei familiari: questi, secondo quanto riportato dall’Ansa, i beneficiari della misura simbolo del Movimento Cinque Stelle, il già molto discusso reddito di cittadinanza. I numeri provengono dall’ultima bozza della relazione di accompagnamento all’atteso decreto sul reddito di cittadinanza. Per ottenere i soldi, i cittadini dovranno accettare un’offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale dopo 18 mesi di fruizione del sostegno.

Le informazioni presenti nell’ultima bozza di relazione di accompagnamento alle misure dovrebbero essere inserite nel decreto atteso a giorni. Nelle bozze visionate in precedenza, il limite era di 12 mesi. Dunque, nei primi sei mesi di fruizione del reddito va accettata un’offerta entro 100 chilometri dalla residenza, tra il sesto e il diciottesimo mese entro 250 chilometri ed oltre il diciottesimo mese, nel caso in famiglia non ci siano minori né disabili, ovunque nel territorio italiano.
Chi beneficia del reddito di cittadinanza potrà avere un “incentivo all’imprenditorialità” fino a 4.680 euro (pari a sei mesi di reddito) se avvierà un’attività in proprio. Lo si legge nella relazione di accompagnamento alle misure che il governo dovrebbe varare nei prossimi giorni. Ai beneficiari del reddito di cittadinanza che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del sostegno, viene specificato, è riconosciuto in un’unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità di reddito nei limiti di 780 euro mensili.Prende forma anche la cornice entro la quale si muoverà il Patto per il lavoro, quella stampella fondamentale del provvedimento che negli intenti del governo dovrebbe far ripartire l’occupazione, formando e collocando i beneficiari del reddito. I soggetti che concorrono al programma saranno multipli, dai Centri per l’impiego, agli enti di formazione, alle aziende, attraverso percorsi diversi. Il provvedimento così come prevede un ruolo fondamentale per l’Inps nella gestione delle procedure del reddito, assegna ai Centri per l’impiego la responsabilità principale della gestione del patto per il lavoro.

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