Economia

Reddito di cittadinanza, da oggi è legge. Da Aprile arriva il sussidio sulla Card di Poste Italiane dal 6 di ogni mese

Il decretone contenente le regole per il reddito di cittadinanza e quota 100 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A partire da oggi 29 gennaio, il provvedimento entra in vigore a pieno regime e saranno già in molti a prepararsi in vista dell’arrivo del 5 marzo, la prima data utile per la presentazione delle domande al Reddito di cittadinanza. Come nei giorni scorsi aveva annunciato Luigi Di Maio, il primo assegno del nuovo sussidio dovrebbe arrivare a fine aprile, o meglio questa data è rivolta agli aventi diritto che ne faranno subito richiesta non appena sarà disponibile la modulistica online. A predisporre i moduli di accesso al Reddito di cittadinanza, ci penserà l’Inps, in accordo con il ministero del Lavoro. Il modulo dovrebbe arrivare entro trenta giorni a partire da oggi e dunque entro il 28 febbraio. L’Istituto di previdenza avrà inoltre l’incarico di verificare che i richiedenti possiedano i requisiti previsti dalla legge. Ai Comuni toccherà invece la verifica dei requisiti di residenza e di soggiorno.

A regime, il beneficio sarà poi distribuito sulle apposite carte da Poste italiane a partire dal 6 di ogni mese, per essere speso praticamente subito, nel mese in cui lo si riceve o al massimo entro quello successivo. Ad ogni componente maggiorenne della famiglia destinataria verrà data una card che conterrà una quota del reddito di cittadinanza spettante all’intero nucleo. Secondo quanto si legge nell’ultimo testo del decretone, il sussidio sarà “suddiviso per ogni singolo componente il nucleo familiare”, con modalità da decidere con decreto di Lavoro e Mef “entro 6 mesi” dall’entrata in vigore del decreto. Si prevede quindi che “il numero di carte elettroniche” sia “tale da garantire l’erogazione del beneficio suddivisa per ogni singolo componente” della famiglia.
Nel corso del primo mese chi riceve il beneficio dovrà peraltro dichiarare anche la propria disponibilità al lavoro e, in tempo brevi, ricevere la convocazione da parte dei centri per l’impiego o dei servizi comunali, con i quali stringere “il patto per il lavoro” o “per l’inclusione sociale” in vista della ricerca attiva del lavoro, di percorsi di formazione o di lavori utili alla collettività.

 

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