
Il referendum giustizia 2026 si avvicina al momento decisivo con un quadro politico in netto mutamento. A meno di un mese dalla consultazione fissata per il 22 e 23 marzo, l’ultimo sondaggio realizzato dall’Istituto Demopolis evidenzia un sorpasso del fronte del No, ora al 51%, mentre il Sì si attesta al 49%. Questo margine, seppur ridotto, rappresenta una rimonta significativa rispetto alle previsioni iniziali.
La rilevazione, effettuata per la trasmissione Otto e mezzo, evidenzia un clima di incertezza crescente attorno al referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e sulla separazione delle carriere, temi chiave della consultazione.
Analisi del testa a testa tra Sì e No
I dati mostrano un equilibrio molto sottile. Considerando anche gli indecisi, il No raggiunge il 41% mentre il Sì si ferma al 40%, con circa il 19% degli elettori ancora incerto. Escludendo gli indecisi e prendendo in esame solo gli orientamenti definiti, il vantaggio del No si consolida leggermente al 51% contro il 49% del Sì. Questo ribaltamento rappresenta il dato principale della fase finale della campagna referendaria.
Il confronto resta aperto e ogni variazione, anche minima, può assumere un peso decisivo. Va ricordato che in questo referendum non è previsto un quorum, pertanto l’esito dipenderà esclusivamente dalla maggioranza relativa dei voti espressi.
Affluenza stimata e fattori decisivi
Secondo il sondaggio, l’affluenza prevista si aggira intorno al 42%, una percentuale non elevata ma sufficiente a mantenere il quadro fluido e incerto. La mobilitazione degli ultimi giorni potrebbe ancora modificare gli equilibri, soprattutto in relazione alle scelte degli elettori indecisi.
La fotografia attuale indica un referendum riaperto, con il No in vantaggio e il Sì chiamato a recuperare terreno per ribaltare l’esito. La partecipazione effettiva e il voto degli indecisi saranno i fattori determinanti per il risultato finale del referendum giustizia 2026.