Vai al contenuto

Referendum giustizia, Taormina furioso dopo il No: “Italiani, andate in galera”

taormina referendum giustizia

Il risultato del referendum sulla giustizia, che ha confermato la vittoria del No, ha suscitato reazioni contrastanti in Italia. Carlo Taormina, avvocato penalista di rilievo nazionale ed ex parlamentare, ha scelto di intervenire con un post che rappresenta un duro atto d’accusa verso chi ha confermato l’attuale sistema giudiziario. In un messaggio che unisce denuncia e ironia, Taormina invita gli italiani a fare i conti con le conseguenze della loro scelta.

Il commento di Carlo Taormina sul sistema giudiziario

Taormina apre il suo intervento con un messaggio rivolto a tutti i cittadini italiani: “Che i cittadini italiani non si lamentino più. Vadano in galera tranquilli, sereni e contenti perché ce li ha mandati una magistratura che da sempre ci riserva giustizia, equilibrio e rispetto.”

L’avvocato denuncia l’uso diffuso della custodia cautelare, definita come un anticipo di pena, sottolineando che nel 50% dei casi le persone vengono assolte al termine del processo. Questo dato, ampiamente citato nel dibattito sulla giustizia italiana, mette in luce la discrepanza tra misure preventive e sentenze finali.

Le condizioni carcerarie e le dichiarazioni dei pentiti

Il discorso prosegue con una critica alle condizioni nelle carceri italiane: “Vadano giulivi, fiduciosi, pazienti nelle belle nostre carceri dove si sta benissimo, a parte vivere in dieci in quattro metri per quattro, con un bugliolo in comune e in continua esposizione a trattamenti non proprio rispettosi della dignità delle persone.”

Taormina evidenzia inoltre i rischi legati alle condanne basate su dichiarazioni di pentiti, spesso non riscontrate e motivate da promesse di benefici, definendole “incomprensibili” e frutto di un sistema che si affida a testimonianze poco attendibili.

Il monito finale: la fiducia nel sistema senza bisogno di avvocati

La conclusione del post è rivolta direttamente agli italiani e agli operatori del diritto: “I cittadini italiani non si rivolgano più agli avvocati per cercare di uscire di galera o per essere assolti, perché deve bastare la grande fiducia che oggi hanno manifestato nei confronti del sistema giudiziario, fatto di pubblici ministeri e giudici che possono fare tutto da soli.”

Taormina cita come esempi emblematici le torture carcerarie di Santa Maria Capua Vetere del 2020 e il caso degli ergastolani dichiarati innocenti dopo vent’anni di detenzione, episodi che testimoniano la complessità e le criticità attuali del sistema penale italiano. Il messaggio è chiaro: la responsabilità della fiducia accordata al sistema è ora nelle mani degli italiani.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure