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Il M5S ha copiato il programma delle regionali dalla Fondazione di D’Alema

Se il Movimento 5Stelle copia il programma della Fondazione di D’Alema… È successo davvero, ed è il segno tangibile della fine del partito. Interi paragrafi copiati di sana pianta e ripresi pari pari, senza citazioni né fonti, sul programma con cui il Movimento 5 Stelle si presenta alle elezioni regionali del prossimo 24 marzo in Basilicata. Si tratta di due copia e incolla (cosa che avevano già fatto con il decreto salva-Carige, quando lo copiarono di sana pianta dopo averlo attaccato su tutti i fronti nella precedente legislatura), di una trentina di righe complessive, tratti da una pubblicazione a firma Gianluca Busilacchi, consigliere regionale marchigiano ex capogruppo Pd, oggi tra le file di MDP, già direttore dell’Ires Marche e docente di Sociologia all’Università di Macerata.

In tutto sono due i passaggi incriminati, che fanno parte di un articolo divulgativo scritto da Busilacchi e pubblicato addirittura il 9 ottobre 2008 sul sito di Italiani Europei, la fondazione di Massimo D’Alema. Ma tracce di quel breve saggio si ritrovano anche sul sito del comune di Rimini, di cui Busilacchi è stato per un anno consulente nel 2009, sotto la guida del sindaco Gnassi (Partito Democratico), prima di diventare consigliere regionale.

Altro che programma “scritto dai cittadini”, le proposte del Movimento 5 Stelle Basilicata in materia di economia e welfare arrivano nientemeno che dalla mente e dalla penna di un ex Pd, oggi dalemiano e vicino a Roberto Speranza, e per giunta scritte ormai oltre un decennio fa, quando la crisi globale era appena all’alba e in un contesto economico e occupazionale completamente diverso rispetto a quello attuale.

Raggiunto telefonicamente, Busilacchi conferma di non essere mai stato contattato né dal candidato governatore M5S Antonio Mattia né da nessun membro del suo staff, e di non avere mai avuto alcun rapporto con il Movimento 5 Stelle della Basilicata.

La vicenda assume contorni a dir poco imbarazzanti. Oggi a finire nel mirino per plagio è proprio Mattia, con tanto di screenshot che non lasciano spazio a dubbi e interpretazioni. Non è la prima volta che il Movimento 5 Stelle finisce nella bufera per un caso analogo. Nel febbraio 2018, a un mese dalle Elezioni Politiche, “Il Post” aveva scoperto che numerosi passaggi del programma pubblicato sul Blog delle Stelle erano stati copiati da studi scientifici, dossier, articoli di giornale, pagine di Wikipedia o addirittura da un’interrogazione parlamentare di un senatore Pd.

Se negli ultimi mesi i 5 Stelle hanno assunto posizioni sempre più smaccatamente di destra, quando si tratta di programmi elettorali sembrano prediligere l’impostazione teorica e politica della sinistra. In pochi anni siamo passati dal mantra di Beppe Grillo “né di destra, né di sinistra” alla nuova interpretazione di Casaleggio Jr. e Di Maio: “Sia di destra, sia di sinistra”. Purché c’è roba buona da copiare, aggiungiamo noi.

 

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