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Le Stelle non brillano più: in crisi dopo le Regionali, il M5s si prepara a sfidare il cannibale Salvini

L’ottimismo ha dovuto alla fine lasciare il passo all’amarezza tra le fila dei Cinque Stelle, costretti a fare i conti con i dati delle elezioni regionali in Abruzzo che li vedono i netto calo, a tutto vantaggio dello schieramento di centrodestra. Uno schiaffo che ha fatto male, molto. La candidata Sara Marcozzi ha seguito la linea dettata dall’alto, minimizzando la sconfitta. I portatori di voto altrui, la particolarità della tornata elettorale. Una serie di frasi fatte per provare a girare intorno alla realtà, quella che parla di una sconfitta.

Più realisti Danilo Toninelli, secondo il quale “certamente c’è un po’ di delusione perché se avessimo vinto avremmo dato una enorme mano a quella popolazione”, e il senatore abruzzese Gianluca Castaldi: “Grazie anche di aver condiviso con noi la delusione per risultati che ci aspettavamo migliori”. Lontano dalle telecamere, i toni sono però molto più duri. Come scrive l’Huffington Post, i dirigenti hanno sbottato: “Così non va bene, al di là delle locali dove andiamo sempre peggio non possiamo non nasconderci dietro un dito”.
Il tutto a vantaggio di Salvini: “Era un voto amministrativo anche per la Lega, e loro hanno raddoppiato i consensi in una Regione dove storicamente non esistevano”. La fibrillazione è salita alle stelle e i rapporti con l’alleato di governo rischiano di precipitare, nonostante a parole la prima riflessione da ambo le parti sia stata un diplomatico “nessuna conseguenza sul governo”. La vera riflessione fatta in seno al Movimento sul Carroccio è però di tutt’altro genere: “Hanno puntato scientificamente fin dal primo momento a indebolirci ideologicamente e politicamente”.Le conseguenze potrebbero vedersi presto. Tav e autorizzazione a procedere contro Salvini sono infatti punti delicatissimi da affrontare nei prossimi giorni. Senza dimenticare la delicata questione delle autonomie. La posta verrà alzata al massimo. Se sul no a mandare il ministro dell’Interno alla sbarra erano persuasi tutti i vertici, che si costruivano con pazienza la strada, oggi filtra molta più incertezza e preoccupazione.

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