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Regionali in Valle d’Aosta: ha vinto la Lega, ma a governare potrebbe essere il Pd

La Lega ha vinto le elezioni Regionali in Valle d’Aosta, come si è affrettato a rivendicare Matteo Salvini parlando di un risultato finale di 4-3 a favore del centrodestra, mettendola in termini calcistici. Probabilmente, però, non governerà. Nonostante il Carroccio sia infatti risultato il primo partito al termine degli scrutini, le alleanze con altre formazioni sembrano al momento impossibili e così c’è la forte possibilità che alla fine a prendere in mano le redini sia il Partito Democratico. Una beffa decisamente non da poco.

La Valle d’Aosta è infatti una Regione a statuto speciale e per questo le regole sono completamente diverse rispetto a quelle del resto d’Italia. Non si elegge direttamente il presidente, ma 35 consiglieri che poi dovranno scegliere il presidente e la maggioranza in assemblea. La Lega è il primo partito, sfiorando il 24% dei voti. Il Pd, pur sconfitto, rientra in Consiglio regionale. Fuori invece sono rimasti gli altri partiti di centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia. E così l’ipotesi di governatore la Regione è diventata di colpo un miraggio.
Difficile anche allearsi con altre formazioni come Union Valdotaine e autonomisti, che sembrano guardare più all’ottimo risultato della coalizione di sinistra, il Progetto Civico Progressista. Complessivamente nella Regione si è registrata un’alta affluenza, il 70,5%, ben cinque punti in più rispetto alle elezioni del 2018. Quelle del 20 e 21 settembre sono state elezioni anticipate, con lo scioglimento del precedente consiglio dopo soli due anni.La coalizione di sinistra ha superato il 15%, così come l’Union Valdotaine. Il Movimento 5 Stelle, così come Fdi e Fi, è rimasto fuori dal consiglio. Rientrato in Consiglio anche Augusto Rollandin, 72 anni, sei volte presidente regionale, impresentabile per la commissione Antimafia: ha fondato il suo partito ad agosto e da solo ha superato la soglia del 6%. La Lega complessivamente conta 11 consiglieri ma rischia clamorosamente di finire all’opposizione. Salvini, intanto, continua a esultare. Forse, non ha semplicemente  fatto bene i conti.

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