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“O così o niente”. Renzi pone altre 5 condizioni: cosa chiede. Trattative in salita

Le trattative per la formazione del nuovo governo sono tutte in salita. E lo è ancora di più la strada che porterebbe a un Conte-ter. Il motivo? Il solito: Renzi continua ad alzare la posta. Dopo le pretese sui ministeri, ora è la volta delle condizioni essenziali per avere il suo appoggio al nuovo esecutivo. Si parla di cinque condizioni. Questa mattina il presidente della Camera Roberto Fico, con il mandato esplorativo, ha aperto un tavolo tecnico composto dai rappresentanti dei gruppi che ha consultato negli ultimi giorni. Nella sala della Lupa intorno ad un enorme tavolo che garantisce il distanziamento anti-Covid, si sono riuniti, insieme a Fico, i capigruppo M5S Davide Crippa ed Ettore Licheri, quelli del Pd Graziano Delrio e Andrea Marcucci, per Iv i capigruppo Maria Elena Boschi e Davide Faraone, per Liberi e Uguali Federico Fornaro e Loredana De Petris, per ‘Europeisti-MAIE-Centro Democratico’ i senatori Raffaele Fantetti e Maurizio Buccarella, per il Gruppo parlamentare ‘Per le Autonomie del Senato Albert Laniece e Gianclaudio Bressa, per CD-Maie Bruno Tabacci ed Antonio Tasso.

Resta un clima di incertezza, a partire dalle condizioni poste da Matteo Renzi: addio al reddito di cittadinanza, politiche attive del lavoro mirate, più soldi alla sanità, una riforma netta della giustizia e la totale riformulazione del piano vaccini per fare il più presto possibile perché si è perso già troppo tempo. E per tutto questo reclama una squadra di livello. “Alla fine di questa settimana, avremo, spero, il nuovo governo. Dovrà essere – dice il leader di Iv – all’altezza delle sfide di questo periodo. E dovrà essere un governo di persone capaci e meritevoli. Solo così l’Italia si salva”.

Il compito del presidente della Camera Roberto Fico resta quello di favorire un’intesa su un programma di governo comune tra le forze della maggioranza. Anche Nicola Zingaretti, però, fissa alcuni paletti. A partire da chi dovrebbe a suo avviso guidare l’esecutivo e chi rivestire il ruolo di ministro dell’Economia: Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri. “Sono cose che non vanno nemmeno ripetute – sostiene il leader Dem – perché poi diventano una notizia”. Ufficialmente, Zingaretti sostiene anche di non temere “trappole” da parte di Renzi nella trattativa per formare un nuovo esecutivo. “Siamo fiduciosi che la disponibilità data da tutti sia una volontà sincera”, premette il segretario del Pd.

Il confronto favorito dal presidente Fico proseguirà nel pomeriggio e non si esclude che su alcuni nodi programmatici possano esserci delle riunioni ad hoc. Se il tavolo tecnico fallisse si ritornerebbe comunque al punto di partenza. Il presidente Sergio Mattarella potrebbe fare un nuovo giro di consultazioni e ogni tipo di scenario potrebbe a quel punto emergere. Il più probabile, la “maggioranza Ursula” con Forza Italia in maggioranza ma senza più Conte premier.

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