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Renzi fa i botti di Capodanno: fuochi d’artificio contro Conte, M5S e governo

Matteo Renzi finisce l’anno col botto. Spara fuochi d’artificio su tutti i fronti: il governo, il Movimento 5 Stelle, il premier Conte… I suoi buoni propositi per il 202, infatti, sono una bordata all’esecutivo di cui fa parte. Per l’anno che sta per cominciare c’è l’intervento su due riforme che stanno a cuore al Movimento 5 stelle: da un lato il reddito di cittadinanza, che “non funziona”, come spiega in un’intervista alla Stampa, “i populisti dovevano far sparire la povertà ma hanno fatto sparire solo la crescita”; e dall’altro lato la riforma della prescrizione, su cui promette battaglia in Parlamento.

L’ex premier inizia lanciando bordate contro il Movimento, mantenendo il tono dell’analisi: “Il sogno di rappresentare l’alternativa populista al sistema tradizionale è fallito. M5S funziona, o meglio funzionava in campagna elettorale, ma poi le bugie elettorali esplodono alla prova di governo. Che il reddito di cittadinanza sia un sussidio che non funziona, lo dice la Guardia di Finanza, ma ormai lo stanno capendo tutti…”, dice il leader di Italia Viva, da sempre contrario a questa misura di sostegno al reddito. “Ma io credo che non occorra aver fretta, bisogna lasciare ai 5 stelle il tempo di metabolizzare il cambiamento. Ma al tempo stesso è arrivato il momento di cambiare quel meccanismo. Con un’altra politica: al Sud bisogna aprire cantieri, anziché continuare a dare sussidi”.

E sulla giustizia: “L’abolizione della prescrizione è un obbrobbrio”, per cui “o il guardasigilli Bonafede capisce che deve cambiare approccio, oppure saremo molto presto costretti a votare assieme a Forza Italia: in Senato c’è già una maggioranza favorevole al ritorno alla normativa voluta a suo tempo dal ministro Andrea Orlando”. Ci sono bordate anche per Giuseppe Conte. “Si tratta di capire se il Conte2 sia davvero cambiato rispetto al Conte1. Se nel Pd pensano che Conte possa essere il riferimento del mondo progressista, prendo atto. Per noi non è così: è il premier d’emergenza, di una situazione d’emergenza. Stiamo tutti cercando di aiutarlo e dargli una mano. Ma abbiamo idee diverse sul futuro”.

Circa la durata dell’esecutivo, Renzi pensa che “l’Italia meriti stabilità. Una situazione di Governo tranquilla sarebbe ideale per tutti, anche perché più siamo stabili, più possiamo cogliere la felice opportunità del calo del costo degli interessi sul debito. Più c’è stabilità, meno costa il debito. Ma dobbiamo riconoscere che stabilità non può voler dire tirare a campare. Meno populismo, più cantieri. Quanto dura il governo? Non so, al momento direi che c’è il 50% di possibilità di arrivare fino in fondo”.

 

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