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Il ritorno di Renzi: “Dopo le Europee cambia tutto”. I suoi progetti

“Sono un senatore del Pd e sto facendo campagna elettorale per il Pd. La nostra lealtà è fuori discussione. Ma è evidente che prima delle prossime politiche – non dopo le Europee: prima delle politiche – occorra riorganizzarsi. Bisogna guardare a un centro sinistra moderato, perché la nostra storia e tutto il mondo insegnano che le elezioni noi le vinciamo al centro, non a sinistra”.

Lo dice l’ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi, intervistato da QN. Alla domanda se il Pd possa essere superato, risponde: “Questa è una discussione che deve aprire Zingaretti. Da parte nostra il segretario ha avuto la massima collaborazione”.

E continua: “L’unico fuoco amico contro Zingaretti è arrivato da sgangherate proposte dei suoi collaboratori più stretti, tipo aumentare gli stipendi dei parlamentari…”. Il riferimento nemmeno tanto celato è al caso-Zanda. Sulla possibilità di un’alleanza tra M5S e Pd ribadisce: “C’è questa tentazione da parte di una corrente culturale nella società e di qualche aspirante ministro all’interno del Pd”.

“Ma un’alleanza con i Cinque Stelle sarebbe una sciagura. Sarebbe la rivendicazione dell’incompetenza come sistema, come metodo, come valore. La Castelli che spiega l’economia a Padoan, Toninelli che spiega come si fanno i tunnel, Di Battista che parla di politica estera. E noi dovremmo allearci con questa gente?”.

Che cosa succede subito dopo le Europee? “Secondo me niente. In questo governo dei selfie faranno finta di fare la pace. Il dramma verrà a ottobre, quando dovranno fare la legge di bilancio”. Non durano cinque anni? “Ma va’! Alla prossima legge di bilancio vanno a sbattere. Soprattutto vanno a sbattere gli italiani. Già adesso vogliono togliere gli 80 euro. Il prossimo passo sarà aumentare l’IVA”.

Come hanno fatto Di Maio e Salvini a convincere gli italiani, se secondo Renzi sono così incapaci? “Hanno usato i social in modo spregiudicato e al di fuori da ogni regola etica. Affermo che Salvini ha speso una parte dei suoi 49 milioni sottratti agli italiani per costruire la sua macchina del consenso: perché non mi querela? E a Di Maio chiedo: ha mai creato finti profili sui social? Come mai sono nati migliaia di profili finti in tre ore – ad esempio – per chiedere l’impeachment di Mattarella? Ci vorrebbe una commissione parlamentare di inchiesta a tutela della libera informazione”.

 

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