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Renzi, stoccata al Pd: “Lì dovevi guardarti le spalle dai compagni di stanza”

Sulla carta osservatore interessato, di fatto già azionista di maggioranza del governo giallorosso, elemento determinante per la sopravvivenza stessa dell’esecutivo. Matteo Renzi sa bene quanto conta e in una lunga intervista a Claudio Cerasa sul Foglio detta paletti, promette, rassicura. Proprio come fosse il centro dell’universo. Carezze per Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede, bordate per Nicola Zingaretti e Andrea Orlando. E una presa di posizione netta: Italia Viva “è un’altra cosa rispetto al Pd, abbiamo un altro stile, abbiamo un altro entusiasmo”. Aggiungendo: “Lì dovevi guardarti le spalle dai compagni di stanza”.

Senza “correnti né fuoco amico”, con chiaro riferimento al Pd di Zingaretti. Uno che, a sentire Renzi, “valorizza la classe dirigente che era contro il Jobs act. Mette nella sua segreteria uno che era contro la riforma del lavoro, mette alle riforme istituzionali uno che era contro il nostro referendum”. E poi la promessa: il partito crescerà.  “Avrà a breve più di 50 parlamentari, centinaia di sindaci, una cinquantina di consiglieri regionali, migliaia di amministratori e soprattutto un sacco di comitati e semplici iscritti. Sarà una rivoluzione, mi creda”.
Primo obiettivo raggiunto: via Salvini. “Se noi non avessimo compiuto il capolavoro tattico di mandare a casa Salvini ad agosto oggi avremo un sistema economico in crisi”. I Cinque Stelle, secondo Renzi, “sono maturati. Sono partiti per distruggere tutto e adesso si rendono conto che così facendo distruggono solo loro stessi”. Anche per Luigi Di Maio “l’inizio del suo lavoro mi è sembrato molto saggio, l’alleanza andrà avanti fino al 2023”.Sul fronte tasse, Renzi promette: “Italia Viva è un partito No Tax. L’aumento selettivo sarebbe una presa per il naso selettiva. Quello che potremo fare per evitare l’aumento delle tasse lo faremo. Abbiamo fatto un governo per mandare a casa Salvini e per non aumentare l’ Iva. Quota 100? Un furto alle nuove generazioni”. Il reddito di cittadinanza, di contro, per Renzi è un errore ma non si può eliminare: “Sarebbe una provocazione per il M5S”.

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