Ricchi e poveri: aumentano le differenze. Sorpasso di Asia su Nord America

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Nonostante la stagnazione economica, la ricchezza continua a crescere. Ad aumentare sono soprattutto le discrepanze tra i ricchi e i poveri, o almeno questo è quanto si evince dando un’occhiata al recente rapporto della Ong britannica Oxfam. Più nello specifico, i ricchi nel mondo sono 15.4 milioni, in crescita del 4.9% rispetto all’anno precedente. Considerati ricchi secondo il parametro degli High Net Worth Individuals, sono quelle persone che vantano un patrimonio uguale o superiore a 1 milione di dollari.

Aumentano i ricchi, dunque, ma aumenta anche la ricchezza stessa che è sotto il loro controllo: il patrimonio di questi Paperoni ha raggiunto i 58.700 miliardi di dollari nel 2015, con un aumento del 4% su base annua. Nel 2014 la crescita era del 7.2% e nel 2010 del 7.7%, per cui nonostante la ricchezza nelle mani di pochi stia crescendo un po’ meno rispetto al solito, le stime affermano che con questi tassi la ricchezza di pochi avrà comunque la possibilità di toccare i 100 mila miliardi di dollari nel 2025.   

I Ricchi all’estero

Per quanto riguarda l’area geografica, i rapporti ci dicono che nell’aria Asia-Pacifico si è registrato un aumento della ricchezza del 10%. Un dato molto interessante, poiché presuppone che i Paperoni asiatici guadagnino di più rispetto ai loro colleghi statunitensi: in Nord America la crescita della ricchezza nelle mani di pochi è stata infatti solo del 2%. Ciò fa sì che la ricchezza dei Paperoni asiatici ammonti complessivamente a 17.400 miliardi di dollari, e che quella dei nordamericani si fermi a 16.600 miliardi. In particolare, sono Giappone e Cina i Paesi asiatici a conoscere la crescita maggiore dei super ricchi.

Ricchi in Italia

E in Italia? I Paperoni nostrani sono 228.700, in aumento rispetto ai 218.900 del 2014: +4.5%, dunque, in perfetta linea con il trend globale.

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Alberto Mengora
Si occupa di giornalismo digitale da più di 10 anni e ha collaborato con moltissime redazioni online. E’ uno dei fondatori di Business.it e imposta il lavoro settimanale della redazione.