Dal 1° febbraio 2026 cambiano le regole per l’utilizzo delle ricette mediche dematerializzate nel Lazio, con l’introduzione di nuove scadenze che variano in base alla priorità clinica assegnata. Questa riforma, pensata per ottimizzare l’accesso alle prestazioni sanitarie e ridurre i tempi di attesa, modifica sostanzialmente le tempistiche finora uniformi e fissa criteri più stringenti per la prenotazione di visite ed esami.

Validità delle ricette: le nuove regole
La novità principale riguarda la durata di validità delle ricette per prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici, che non sarà più di 180 giorni in modo uniforme, ma differenziata in base alla priorità clinica. Questo cambiamento nasce dalla necessità di evitare che visite urgenti rimangano inutilizzate per troppo tempo, causando ritardi nelle liste d’attesa.
In particolare, la validità si riferisce al momento della prenotazione, e non alla data dell’effettiva prestazione: ciò significa che se l’appuntamento viene fissato entro i termini previsti dalla priorità, la visita o l’esame rimane confermato anche se effettuato oltre la scadenza della prescrizione.
Scadenze differenziate per priorità clinica
Le nuove scadenze, valide dal 1° febbraio 2026, sono così articolate:
- Urgente (U): 10 giorni per prenotare;
- Breve (B): 20 giorni;
- Differibile (D): 40 giorni per visite e 70 giorni per esami diagnostici;
- Programmata (P): 130 giorni.
Questi termini sostituiscono la validità standard di 180 giorni, creando un sistema più coerente con le esigenze cliniche e le priorità assegnate dal medico prescrittore.

Ridefinizione degli ambiti di garanzia
La riforma introduce inoltre una nuova organizzazione territoriale degli “ambiti di garanzia”, ovvero le aree entro cui il Servizio Sanitario Regionale deve assicurare le prestazioni entro i tempi stabiliti. Il punto di riferimento principale sarà l’ASL di residenza del paziente, ma sarà possibile rivolgersi anche alle ASL limitrofe o facilmente raggiungibili.
Questo modello mira a garantire una maggiore omogeneità nell’erogazione delle prestazioni e a ridurre le disparità territoriali, con particolare attenzione all’area di Roma e provincia, al fine di migliorare l’efficienza e il rispetto delle priorità cliniche.
