People

Scuola post-pandemia, la voce del Prof: “Tornare in classe ci realizza, ma adesso bisogna cambiare rotta”

Lorenzo Morri, 49 anni, professore di Storia e Filosofia al liceo Da Vinci, in provincia di Bologna, è uno dei tantissimi professori che in emergenza Covid ha continuato a fare lezione in Dad. Il professor Morri però ha qualcosa di speciale rispetto a tanti altri suoi colleghi. Durante la pandemia ha difeso il diritto all’istruzione in presenza, connesso per la lezione in Dad direttamente dal cortile della scuola. Dunque il rientro sui banchi di scuola in presenza non può che rendere felice sia gli alunni che il Prof del Da Vinci, anche se come ha lui stesso ricordato “non potremo tornare a fare scuola come prima, la pandemia ci deve servire da lezione”.

“Tornare in classe è sempre bello, è il nostro lavoro, ciò che ci identifica e ci realizza. Ma è chiaro che alcuni problemi strutturali rimangono, come quello degli spazi – ha spiegato Morri a Repubblica -. Nel mio liceo mancano aule e dunque partiremo con turni pomeridiani in attesa di moduli prefabbricati. In altre scuole si parte con soli due giorni di lezione a settimana. Inoltre la relazione sarà vincolata dal distanziamento, che comunque alcune scuole applicano, togliendo per esempio gli intervalli, e dalle mascherine. Molto tornerà come prima: è inevitabile ed utile che ci sia un certo grado di ritorno a una routine a scuola. Ma non tutto. E vedo un rischio per noi insegnanti”.

Come ha spiegato il Prof di Storia e Filosofia, la pandemia ha posto in luce la necessità di ripensare al modo di insegnare. La sua ricetta si basa su una scuola più consapevole dei problemi del Mondo, fatta non solo di verifiche e compiti a casa, ma che dia ampio spazio alla crescita personale e culturale degli studenti. “Penso ad una scuola in cui si possa lavorare più sui gruppi classe, dove accanto all’insegnamento delle discipline ci sia una proposta culturale forte che desti interesse sul piano dell’etica, dei problemi ambientali, dell’etica e della politica – ha specificato Morri -. Una scuola più orientata alla crescita personale e culturale degli studenti che all’accumulo e verifica dei saperi: questa mi sembra la scuola necessaria”.

Ti potrebbe interessare anche: Il caso di Giampiero Monaca, il maestro che digiuna per salvare la scuola