Giustizia

Rimborsopoli M5S, Giulia Sarti si dimette: Casalino la spinse a incastrare il fidanzato

La grillina Giulia Sarti travolta dallo scandalo “rimborsopoli”. Non fu l’ex compagno a rubare soldi dai conti della parlamentare riminese del Movimento 5 Stelle. E non fu lui a impedirle di restituire i rimborsi. E anche la denuncia nei suoi confronti, presentata dalla parlamentare, altro non era che un modo per venire fuori dallo scandalo, per “salvarsi la faccia”. A incastrarla, infatti, sono proprio le chat con il suo ex fidanzato. La procura di Rimini chiede di archiviare l’inchiesta su Bogdan Andrea Tibusche, denunciato un anno fa per appropriazione indebita da uno dei volti più noti della galassia pentastellata.

La protagonista di questa storia, travolta dallo scandalo dei rimborsi, si arrende: “Annuncio le mie dimissioni da presidente della Commissione giustizia della Camera e, a tutela del M5S, mi autosospendo. Preciso che né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata”.

Alcuni minuti prima della nota, diffusa ieri, ha parlato in lacrime al telefono con Rocco Casalino, il portavoce del premier Conte. Ma la parola fine non c’è ancora. È lei, adesso, che rischia di essere trascinata in tribunale. Perché in questa vicenda di soldi, accuse e tradimenti, non ci sono soltanto 23mila euro spariti nel nulla. Bisogna tornare al 13 febbraio del 2018. Le elezioni nazionali sono alle porte e scoppia il caso della Rimborsopoli a 5 Stelle: alcuni eletti non hanno restituito parte dei soldi, le Iene denunciano lo scandalo, partono le epurazioni.

Sarti è nel mirino. “La cosa verrà fuori” , confida in chat a Bogdan, l’attivista e consulente informatico campano conosciuto alcuni anni prima. “Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te. Perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia”. Chi preme per andare in procura? “Me lo ha chiesto Ilaria con Rocco per salvarmi la faccia”.

Il 14 febbraio, alle 19.42, Sarti scrive: ” Ti devo denunciare, ci sono più di 12mila euro da ottobre a oggi che ti sei versato” . L’ex compagno cade dalle nuvole: “Denunciare per cosa? Mai preso un cent senza che tu lo sappia”. E ancora: “Te ne vuoi uscire così, va bene, ma sai che non è così”. “Pensaci bene se puoi dimostrare la truffa. Abbiamo sbagliato entrambi tesoro. Nessuno ha truffato nessuno” . Lei insiste: “Sono sotto un treno. Sto passando come una ladra quando non ho intascato un solo centesimo…”.

La denuncia parte e stavolta è Bogdan a reagire: “Chiamo i giornali pure io… cominciamo la guerra?”. Bogdan, tirato in ballo, si precipita dai pm e parla fino alle 4 del mattino. Mostra chat, consegna documenti. Per il legale “quella denuncia fu strumentale”. Il capogruppo M5S Francesco D’Uva ha già avviato l’iter per sostituire Sarti in Commissione giustizia. E il Pd chiede le dimissioni di Casalino, che appare come un “mandante” della denuncia al consulente.

 

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