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Consigliere di Fratelli d’Italia nella bufera: avrebbe coperto gli abusi su una bambina

Un consigliere comunale a Reggio Calabria in quota Fratelli d’Italia, e capo di una comunità religiosa, stando a un documento del Tribunale locale dei minori, avrebbe consigliato ai genitori di tacere e non denunciare gli abusi subiti da una bambina. Si tratta dell’esponente di FdI Massimo Ripepi, che per la vicenda si è autosospeso dal partito, è pastore a capo della comunità religiosa della Chiesa Cristiana “Pace”, la stessa frequentata dai genitori della bambina abusata. Secondo quanto emerge da un decreto del Tribunale dei minori che ha revocato la responsabilità genitoriale alla mamma e al papà della bimba sarebbe stato lui – si legge su nextquotidiano – a dissuadere i due dal denunciare le violenze sessuali subite dalla minore.

“La piccola ora è stata affidata ai servizi sociali. Il decreto del Tribunale dei minori – scrive il Fatto – che ne riporta anche alcuni passaggi, è stato trasmesso alla Procura di Reggio Calabria. Tutto inizia quando la mamma della bambina viene ricoverata in ospedale in Pneumonologia e non può accudirla. Anche il padre non riesce a gestire la situazione da solo. Allora i genitori chiedono aiuto al pastore della comunità religiosa, Ripepi: l’esponente di Fratelli d’Italia, non indagato, stando a quanto si legge nel decreto avrebbe invitato i due genitori ad affidare la piccola alla ‘nonna e ciò malgrado tutti fossero a conoscenza del fatto che quest’ultima vivesse con il figlio, in passato condannato per violenza sessuale su minori'”.

Ma una volta tornata a casa, la bambina ha raccontato alla madre i “particolari raccapriccianti degli abusi” subiti e lo zio, a giugno, è stato arrestato. Poco prima i due genitori erano tornati dal pastore Ripepi, “venendo però dissuasi dal denunciare”. La madre della piccola, infatti, “veniva messa in guardia dal Ripepi dal rischio di provocare, con una denuncia, il suicidio del fratello (lo zio, ndr ), del cui sangue sarebbe stata ‘responsabile davanti a Dio’”.

La bambina, allora, si è confidata con i coetanei e ciò ha suscitato quelle che i giudici definiscono “le ire del Ripepi” nei confronti della donna “rimproverata di essere ‘una madre di merda’ perché incapace di far stare zitta la figlia”. I consiglieri di centrosinistra che hanno chiesto a Fratelli d’Italia una “presa di posizione” e allo stesso Ripepi “le dimissioni immediate per indegnità dal consiglio comunale”, dicono che “è una vicenda che suscita orrore e sgomento”.

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