Finanze

Prendi i soldi e scappa. Fuga di capitali italiani: perché ora tutti li portano in Autria

Una volta i soldi si portavano in Svizzera, ora in Austria. È una vera e propria fuga di capitali italiani verso Vienna. Perché? E soprattutto qual è la vera convenienza? L’incertezza per il futuro, l’instabilità dei mercati e le minacce quotidiane di sanzioni da parte della Commissione europea sulla prossima legge di Stabilità italiana stanno spingendo migliaia di connazionali a portare il proprio denaro fuori dai confini.

L’ultimo flusso salito alla ribalta è quello verso l’Austria, dove secondo gli operatori delle banche i soldi italiani sarebbero più al sicuro. I giornalisti della trasmissione Quarta colonna su Rete4 hanno raccontato quel che sta succedendo in una banca di Sillian, a dieci minuti in macchina dalla provincia di Bolzano, dove molti risparmiatori italiani stanno aprendo nuovi conti correnti.

“Le motivazioni che ci danno quando vengono qui ad aprire i conti – dice un bancario – sono la preoccupazione per il debito pubblico in aumento, il timore per la situazione bancaria italiana e l’incertezza sulle politiche economiche del Paese”. La paura più diffusa è che il governo ceda alla tentazione di applicare una tassa patrimoniale che allunghi le mani direttamente nei conti.

La convenienza di portare i risparmi all’estero poi sarebbe garantita: “Qui un conto costa circa 100 euro all’anno. Lo Stato italiano qui non può toccare questi soldi perché siamo sotto l’autorità austriaca”. In caso di patrimoniale quindi: “nessuno potrebbe obbligare la banca a versare soldi all’Italia”.

Tra i paesi che storicamente vengono ritenuti più affidabili, anche perché sono paesi dove vige ancora un segreto bancario degno di questo nome, c’è anche l’Austria, vicino di casa che è sempre una ipotesi allettante per chi vorrebbe operare, almeno a livello economico, da un paese solido. Perché conviene? È un paese con un sistema bancario molto solido; il segreto bancario è ancora degno di questo nome, sebbene anche questo Paese si stia adeguando alla normativa anti evasione e dunque è necessario informarsi costantemente sull’effettiva presenza del segreto bancario, che proprio dal 2018 potrebbe venire meno definitivamente.

È possibile operare praticamente con ogni tipo di conto anche dall’Italia, tramite home banking; il grosso delle banche offre anche interfacce in italiano, data la vicinanza con il nostro Paese. L’Austria ha dunque un profilo ottimale e ideale per la custodia dei soldi. La manovra del governo gialloverde di certo non aiuta a frenare la fuga italiana verso i vicini.

 

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