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Zona Bianca, scontro tra Brindisi e Giorgio Bianchi: “Non sapevi dove fosse il Donbass”

Duro scontro a distanza durante l’ultima puntata di Zona Bianca. Protagonisti del battibecco sono il conduttore del talk show di Rete 4, Giuseppe Brindisi, e il giornalista Giorgio Bianchi che da otto anni vive nel Donbass, la regione separatista ucraina. Le posizioni tra i due interlocutori sono totalmente agli antipodi. Una incomunicabilità apparentemente senza rimedio. Anche sulla presunta strage di Bucha, vicino Kiev, le loro opinioni sono distanti.

Giorgio Bianchi ospite di Zona Bianca

“Ti voglio riportare alla realtà: Bucha che cos’è?”, domanda a bruciapelo in conduttore al suo ospite mentre tra i due già infuria la discussione. “Aspetti un attimo. Perché quello che ho detto io è fantasia? Abbia pazienza. Lei mi riporta alla realtà perché quello che ho detto io è fantasia?”, sbotta però Bianchi che stava raccontando alcuni episodi di violenza che coinvolgerebbero le forze ucraine. “Stiamo cercando di ricostruire i fatti di oggi dove vediamo i corpi di 300 civili buttati per terra”, si difende Brindisi.

“Il sindaco di Bucha è stato intervistato il primo aprile quando è rientrato in città. – spiega allora Giorgio Bianchi – Ed era assai sorridente. Non so se avete mandato quel video dove tutto sorridente andava in televisione e diceva ‘sono finalmente rientrato nella mia città che è stata finalmente liberata’. Non ha fatto un minimo accenno (ai morti)”, Brindisi gli domanda allora polemicamente se sia tutto finto. “Lei se la ricorda Timisoara? – lo bacchetta il collega riferito ad una presunta strage avvenuta in Romania prima della fine del regime di Ceausescu – Spieghi ai suoi ascoltatori cosa è successo lì. O non lo sa?”.

“Se Putin utilizzasse lo stesso metro che usa in Ucraina dovrebbe venire in Italia dove ci sono Forza Nuova e CasaPound e dovrebbe denazificarci tutti”, tiene però il punto Brindisi con un’altra provocazione. “Ma CasaPound non è che ha massacrato 15mila persone”, protesta Giorgio Bianchi. “Non si può denazificare un Paese per 15mila iscritti ad un partito politico che ha un rappresentante solo in Parlamento”, insiste il conduttore. “Il capo di Pravi Sektor, un neonazista, è il consigliere del capo di stato maggiore dell’esercito. Seguo la popolazione del Donbass da otto anni, quando lei penso non sapesse nemmeno dove fosse sulla mappa. Non mi ricordo che ha fatto trasmissioni mentre le popolazioni del Donbass venivano massacrate”, precisa il suo ospite.

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