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La moglie del docente morto a Biella: “Credeva nel vaccino. Bisogna continuare a crederci”

In un’intervista a Repubblica, Simona Riussi, la moglie del 57enne Sandro Tognatti, morto a Biella diverse ore dopo l’iniezione, “non se la sente” di dare la “colpa” al vaccino per la morte del marito. “Sandro credeva nel vaccino e bisogna continuare a crederci perché è l’unica strada che ci può liberare da questa situazione. È giusto che si faccia chiarezza”, premette Riussi, che di mestiere fa la docente proprio come il marito, insegnante di clarinetto al conservatorio di Novara.

“L’esistenza di un legame con il vaccino al momento non c’è, ma visto che il decesso è stato così ravvicinato, hanno consigliato l’autopsia. Ma in cuor mio non me la sento di dire che sia colpa del vaccino: se non credessimo nei vaccini non lo avremmo fatto, invece anche per il ruolo di educatori è importante farlo”.

Nell’intervista al quotidiano, Simona Riussi racconta nel dettaglio com’è andata: “Sabato abbiamo fatto tutti e due il vaccino, lui alle cinque e mezza, io un’ora dopo. Poi nella notte lui ha avuto febbre a 39 e mezzo. Ieri si è alzato alle 8, è sceso dai suoi genitori che abitano al piano di sotto e ha preso il caffè con loro”. Poi, intorno alle 9 “è risalito perché voleva sdraiarsi un po’”.

“Quando l’ho chiamato per chiedergli una cosa e non ha risposto mi sono preoccupata. Erano le 10,18″. A quel punto Riussi ha tentato di “rianimarlo con il massaggio cardiaco. Nel frattempo mia figlia ha chiamato il 112. Sono arrivati subito e l’hanno portato via in ambulanza. Ancora non mi rendo conto dell’incubo che stiamo vivendo”. Starà ora all’autopsia chiarire le cause del decesso. Conclude: “Si sa che con i vaccini ci possono essere delle controindicazioni, ma è l’unica strada che esiste per uscire dalla pandemia”.

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