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Dagostino scoop: “Berlusconi passerà Forza Italia a Cairo. Salvini sarà premier”

Roberto D’Agostino è un fiume, e svela dei retroscena (il suo forte, da sempre) sull’attuale situazione politica italiana e sui maggiori attori che sono ora in campo. “Quante telefonate ricevo ogni giorno? Lascia perdere. Il mio orecchio lo cederò alla banca degli organi. Non ce la faccio più”. Il padre di Dagospia, la portineria elettronica più ascoltata d’Italia per usare una definizione del fondatore, attinge alla sue fonti per pronosticare il futuro. “Se alle europee i 5 stelle scendono al 20% staccheranno la spina al governo. Ha ragione Beppe Grillo quando dice che sono gente di opposizione, non sono pronti per la cosa pubblica perché non hanno radicamento sul territorio”.

“Questa mi pare gente che prepara viaggi alle Maldive con il biglietto della metropolitana. Devono recuperare decine di miliardi tra Iva, reddito di cittadinanza e quota100. Quando vuoi dare una mano a chi non ha mezzi, i conti della serva li devi fare”. Quindi non sarà lo spread ad affossare il governo? “No, ti parlo proprio di conti”.

Beppe Grillo sostiene ancora Luigi Di Maio? “Sì, perché è l’unico tra i piedi ancora presentabile”. E Di Battista? “Ha fatto così tanti danni che l’avranno rispedito in Guatemala a giocare a calcetto. È chiaro che se stiamo tra amici, al bar, possiamo recitare la parte di Lenin e cambiare il mondo, ma la Realpolitik è un’altra cosa”. Ti appassiona il caso Giulia Sarti? “Da morire. Quando scoppiò la polemica delle quote non pagate, Di Maio salvò solo due femmine avvenenti, Giulia Sarti e Barbara Lezzi. Come mai la Sarti è stata caldeggiata per la commissione Giustizia? Qual è il ruolo del fidanzato? Chi ha hackerato le sue foto? Forse una vendetta? Insomma, c’è ancora molto da raccontare”.

Se si chiude l’avventura gialloblù, dopo che succede? “Si torna a un normale bipolarismo con maggioranza e opposizione. Ci ha messo un po’ di tempo a capire il concetto, ma adesso ci è arrivato anche il presidente Sergio Mattarella. Non rispettò il sistema democratico, quando mise insieme due forze contro natura: Lega e 5 stelle”. Cosa avrebbe dovuto fare? “Tentare un governo di centrodestra”.

I tempi sono maturi perché il Quirinale incoroni Matteo Salvini premier? “L’incarico è sicuro. Per dare un segnale di distensione alla Francia, Salvini si prepara a rompere con Marine Le Pen. E intanto si schiera con il filoamericano Juan Guaidó in Venezuela”. Qual è il futuro di Forza Italia? “Berlusconi si è rafforzato con il voto in Sardegna, tutti aspettavano un dato più basso. Lui sta lottando per tenere in vita la sua creatura politica, e pretende sostegno. Poi, prossimamente, la affiderà nelle mani di Urbano Cairo. Ci sarà un po’ di manfrina, ma finirà così”.

Dicevi che Matteo Renzi sarebbe tornato a Rignano “a giocare a flipper con Luca Lotti”. “Il problema di questi ragazzi baldanzosi è che pensano che il potere sia a Palazzo Chigi. Mentre il potere vero ce l’ha la macchina dello Stato, cioè quelli che ti spediscono a Palazzo Chigi, o alla Rai, o a Fincantieri”.

Ti spaventa l’ondata populista? “È una conseguenza della rivoluzione internettiana. Tutto ciò che ha travolto il mondo è dovuto alla Rete. Barack Obama ha vinto con Facebook, Donald Trump con Twitter, idem per la Brexit e per Jair Bolsonaro in Brasile. Noi abbiamo un movimento politico nato da un mouse grazie a un comico. La rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo è paragonabile all’avvento della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, quando la conoscenza si trasferì dagli imperatori al popolo, innescando poi il Rinascimento”.

 

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