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Matteo e l’estrema destra: il governo non sfratta Casapound

Salvini si schiera ancora una volta dalla parte degli amici di CasaPound e blocca lo sgombero della sede abusiva a Roma. Virginia Raggi ci credeva e puntava forte sulla possibilità di inserire tra le priorità dei palazzi da sgomberare quello di via Napoleone III all’Esquilino, occupato dal 2003 dal gruppo di estrema destra. Per la sindaca però arriva una doccia gelata: il ministero guidato da Giovanni Tria ha infatti risposto allontanando ogni ipotesi di sgombero, almeno nell’immediato, sposando così la linea del ministro dell’Interno.

Il palazzo di via Napoleone III infatti non è a rischio crollo né presenta particolari problemi sotto il profilo igienico e per questo “non rientra tra le priorità sul fronte sgomberi”. Questo il contenuto della lettera (cioè la scusa) di risposta del Ministero.

Si sa, Salvini va a braccetto con CasaPound ormai da tempo. In molti avranno visto una foto datata 12 maggio 2015 in cui il leader della Lega appariva sorridente a cena in compagnia dei leader dell’organizzazione neofascista, tra i quali Simone Di Stefano, Gianluca Iannone e Francesco Polacchi. Dal canto loro, i “fascisti del terzo millennio” sostengono che nel palazzo non c’è una sede politica ma 18 famiglie in emergenza abitativa. Una tesi bizzarra, dato che nelle “case” di quelle famiglie si svolge da anni attività politica, con tanto di iniziative e seminari.

CasaPound è un’organizzazione ai limiti della legalità, le idee che professa sono contrarie ai valori della Costituzione e molti dei suoi dirigenti e militanti hanno precedenti penali spesso legati a fatti di violenza. Una violenza che per chi si dichiara fascista è legata alla lotta politica, è insita nell’ideologia, ieri come oggi. Ancora una volta, chi da anni si riempie la bocca di parole come legalità e sicurezza, vestendo in modo indegno gli abiti di servizio utilizzati da chi ogni giorno rischia la vita per garantire ai cittadini legalità e sicurezza, si rende complice di chi commette reati.

La desolante immagine offerta è quella di uno Stato che si piega in modo vergognoso alla prepotenza di un gruppo neofascista che in più occasioni non ha esitato a minacciare agenti delle forze dell’ordine. Il governo dunque salva gli amici di CasaPound dallo sgombero e lo fa in modo burocratico, prolungando a tempo indeterminato l’occupazione illegale di un intero palazzo nel centro di Roma.

È l’ennesima doccia fredda che il Governo giallo-verde impone all’evanescente sindaca della Capitale, Virginia Raggi, che grazie a un accordo più unico che raro con il Partito Democratico aveva approvato una mozione per inserire lo stabile situato all’Esquilino tra quelli da sgomberare. Ma ci sono le europee, e a Salvini anche i voti dei fascisti servono. Dunque, il M5S abbassa ancora una volta il capo e asseconda.

 

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