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A Roma in vendita magliette di Mussolini per San Pietro e Paolo. A Milano si inneggia Hitler

Da Roma a Milano in Italia il clima è davvero preoccupante: il ritorno degli elogi a Hitler e la vendita di gadget di Mussolini. La situazione  sta davvero degenerando e preoccupando. Uno stand di magliette nere raffiguranti la faccia di Mussolini e altre che recitavano lo slogan: “Prima gli italiani”. Vendute alla festa di San Pietro e Paolo, la cerimonia dedicata al patrono di Roma, in via Ostiense, esattamente davanti alla Basilica e al parco Schuster.

La zona era chiusa al traffico e blindata dalle forze dell’ordine. E lo stand era lì, accanto ad altre bancarelle di specialità gastronomiche e gadget. Questo è quanto accaduto a Roma.

Mentre a Milano Stella Manente, l’influencer, si è scagliata contro il Pride: “Perché non esiste più Hitler?”. Le dichiarazioni della Manente hanno fatto il giro del web scatenando l’indignazione di molti – tra cui Cristiano Malgioglio. Il Pride di Milano del 29 giugno è stato un evento che – secondo gli organizzatori – ha portato per le strade meneghine più di trecentomila persone.

Un’edizione record preceduta da una settimana di eventi a tema che hanno invaso Milano con gli arcobaleni simbolo internazionale del Pride. Eppure c’è chi non ha notato nulla. Trattasi della modella e influencer Stella Manente, 196mila follower su Instagram, che proprio mentre l’onda colorata sfilava lungo il percorso stabilito – che ha comportato la chiusura di alcune strade – si è imbattuta nella folla festante.

La Manente era diretta alla stazione, e infastidita ha pubblicato alcune storie su Instagram, poi prontamente cancellate ma di cui è rimasta traccia sul web. “Cioè io sto perdendo il treno in mezzo a questa massa di ignoranti, andate tutti a morire ca**o”, esordisce. E continua: “Perché non esiste più Hitler? Sarebbe dovuto esistere Hitler. Tu guarda che ammasso di gente ignorante che sta bloccando la strada”.

“Io veramente vorrei capire la polizia dove ca**o è, a farsi le seg*e perché non ha un ca**o da fare, cioè una vergogna guarda…”. Le stories sono poi state cancellate, ma ormai il danno era fatto. Urge una nuova battaglia culturale. Da quando anche il ministro dell’Interno ha sdoganato il fascismo, la situazione appare fuori controllo.

 

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