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Ryanair, esplode finestrino in volo: ecco cosa lo avrebbe colpito

Proseguono gli accertamenti sull’incidente che ha coinvolto un Boeing 737 di Ryanair decollato da Salonicco e diretto a Memmingen, in Germania. A distanza di giorni dall’emergenza che ha visto un passeggero rimanere parzialmente risucchiato all’esterno dopo la rottura di un finestrino, emergono nuove tensioni tra la compagnia aerea e gli investigatori incaricati dell’inchiesta.

Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, che nei giorni scorsi aveva attribuito l’origine dell’incidente al probabile impatto di un oggetto estraneo contro il motore durante il decollo. Una ricostruzione che, secondo il manager, sembrava emergere dalle prime indicazioni raccolte.

La replica dell’autorità americana

Questa versione, però, è stata contestata dal National Transportation Safety Board (Ntsb), l’autorità statunitense che coordina le indagini tecniche sull’accaduto su incarico delle autorità greche. La presidente dell’Ntsb, Jennifer Homendy, ha inviato una comunicazione ufficiale a Ryanair ricordando che le regole internazionali vietano ai soggetti coinvolti nell’inchiesta di diffondere pubblicamente informazioni investigative senza l’autorizzazione dell’ente che conduce gli accertamenti. Secondo l’autorità americana, nessuna conclusione definitiva è stata ancora raggiunta e, proprio per questo motivo, tutte le ipotesi restano aperte.

Non esclusi problemi al Boeing

Nella lettera viene inoltre precisato che gli investigatori non hanno ancora escluso alcuna possibile causa dell’incidente. Tra gli elementi ancora al vaglio figurano anche eventuali problemi riconducibili all’età dell’aeromobile oppure alla manutenzione del motore, aspetti che invece Ryanair aveva sostanzialmente escluso nelle proprie dichiarazioni pubbliche. Per questo motivo l’Ntsb ha invitato formalmente la compagnia a evitare ulteriori commenti sull’inchiesta fino al completamento delle verifiche tecniche.

Cosa era successo durante il volo

L’incidente risale al 10 luglio, quando il Boeing 737 aveva accusato un grave guasto pochi minuti dopo il decollo dalla città greca di Salonicco. Secondo quanto emerso finora, il cedimento di un componente del motore avrebbe provocato la rottura di un finestrino della cabina, causando una rapida depressurizzazione. Un passeggero di 61 anni è stato parzialmente risucchiato all’esterno dell’aereo, ma è stato trattenuto dalla moglie e dagli altri viaggiatori presenti a bordo, evitando conseguenze ancora più gravi. L’aereo era successivamente rientrato in sicurezza con un atterraggio d’emergenza, mentre l’uomo era stato soccorso e ricoverato con ferite giudicate non letali. Gli investigatori stanno ora cercando di stabilire con precisione cosa abbia provocato il cedimento del motore e la conseguente rottura del finestrino.

Indagine ancora aperta

La vicenda resta quindi tutt’altro che chiusa. Se da una parte Ryanair continua a sostenere che l’ipotesi più probabile sia quella dell’impatto con un oggetto esterno durante il decollo, dall’altra gli investigatori americani ribadiscono che nessuna pista può essere esclusa in questa fase. L’esito dell’inchiesta sarà determinante per chiarire se l’incidente sia stato provocato da un evento imprevedibile oppure se abbiano avuto un ruolo fattori tecnici legati al velivolo o alle sue condizioni operative.

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