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Salvini a Mosca, Cacciari sbotta dalla Gruber: “Chi se ne frega”

Anche Massimo Cacciari all’attacco di Matteo Salvini. La notizia del possibile viaggio a Mosca del leader della Lega per convincere Vladimir Putin a fare la pace in Ucraina sta sollevando un polverone politico. I primi a criticare duramente Salvini sono stati gli alleati di governo di Pd e M5S. Ma anche il ministro leghista Giancarlo Giorgetti non ha risparmiato una bacchettata al suo capo. A chiudere il quadro ci pensa il filosofo Cacciari che, ospite di Lilli Gruber, non le manda di certo a dire all’ex ministro dell’Interno.

Massimo Cacciari a Otto e mezzo

“Quando il segretario del Pd Enrico Letta dice che questa iniziativa di Salvini di andare a Mosca è fuori da qualsiasi regola, ha ragione? Alla fine è un autogol?”, domanda la Gruber al suo ospite. “Ma chi se ne frega di Salvini. – è la riposta sorprendente di Cacciari – Ma le pare che sia il caso di parlare di lui con una tragedia di questo genere in atto?”, domanda polemicamente alla giornalista.

“Ne parliamo perché, quando ha annunciato questo viaggio venerdì scorso, si erano irritati tutti moltissimo. A cominciare dal governo di Mario Draghi, perché avrebbe creato un fortissimo imbarazzo”, si difende Lilli Gruber. Ma la sua precisazione non fa che peggiorare la situazione. “Ma non abbiamo di meglio da fare che irritarci per le puttanate che combina Salvini?”, ribadisce con termini ancora più ruvidi Massimo Cacciari.

“Viviamo in una tragedia incredibile. Con rischi geopolitici drammatici. E parliamo di Salvini? Ma abbia pietà di me – si lamenta ancora Cacciari – Parliamo piuttosto ancora una volta del fallimento dell’Europa. Perché in questo caso c’è stata un’assenza dell’Europa in tutto ciò che ha preparato la tragedia. E lo sapeva qualsiasi persona avesse coscienza di come sarebbero andate le cose da 15 anni a questa parte. C’era una guerra civile in Donbass, non so se ce lo ricordiamo. E l’Europa assente. Ora fa le sanzioni ma le fa con la veste di Arlecchino, uno fa una cosa e uno un’altra. È l’ennesimo fallimento politico dell’Europa, altro che palle”, conclude.

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