Interni

Caso Diciotti, Salvini: “Non lascerò mai morire in mare una sola persona”

Un Salvini visibilmente emozionato, quello intervenuto in aula per parlare del caso Diciotti: “Non avrei mai pensato di intervenire per sequestro di persona, ma lo faccio volentieri perché da 9 mesi lavoro per gli interessi degli italiani…”. Un passaggio affrontato con la voce incerta: “Per andare a processo dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico”.

Salvini ha letto una memoria sul caso: “Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c’è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un po’ di emozione”.
Si legge nella ricostruzione del tribunale che il dirottamento, si parla addirittura di dirottamento imposto dai maltesi, ha comportato un allungamento della traversata invece di 50 miglia e non 100. E ogni riferimento alla vicenda della nave Mare Jonio mettendo a rischio le persone, è esattamente la fatti specie simile – ha precisato il ministro – L’intera ricostruzione è in linea con le osservazioni del procuratore di Catania che proprio oggi ringrazio perché sono stati compiuti 14 arresti di un clan mafioso per traffico di droga e armi. I ministri passano, le forze ordine e la magistratura sane, restano e quindi li ringrazio perché fanno il loro lavoro”.Salvini ha poi ringraziato i Cinque Stelle, al governo con la Lega, e rivendicato la più generale politica dei porti chiusi presentando alcune cifre: Nel 2019, 348 sbarcati e vittime una. Quindi meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani” ha detto, fermandosi un attimo per commozione.

Più che un Congresso, un circo: gli ospiti scelti da Salvini per parlare di “famiglia”