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“Buffone, buffone!”. L’accoglienza a Salvini nel Veneto di Zaia: contestazioni a Dolo

Il tour di Salvini non sta andando benissimo. Rispetto a un anno fa, quando era abituato a raccogliere consensi in ogni lido l’Italia, stavolta il leader della Lega sta facendo i conti con insulti, contestazioni e attacchi continui. E la cartina di tornasole la fa l’ultima tappa in Veneto, dove a Dolo Salvini è stato accolto da una raffica si insulti. Anche nel Veneto governato dal leghista Luca Zaia, il capitano è stato contestato al grido di “Buffone, buffone!”, mentre sciorinava i suoi soliti slogan sugli immigrati.

“Oggi Salvini non ha parlato o meglio, nessuno l’ha sentito! In tantissime e tantissimi da tutta la riviera per chiarire che qui i razzisti e fascisti non sono e non saranno mai i benvenuti! La riviera è libera Antirazzista e solidale” scrivono su Facebook. Per Salvini le cose ovviamente sono andate in maniera diversa. Insomma anche quando gioca in casa il Capitano ha qualche difficoltà.

E proprio in Veneto Salvini si gioca molto. Non è solo una questione di elezioni, è anche regolamento di conti interno. Le liste là sono parimenti divise tra la sua corrente e quella sempre più forte di Zaia. Se dovesse spuntarla Zaia, si aprirebbe definitivamente in casa Lega la questione leader. Non è un mistero che Salvini abbia perso il controllo del partito e che in tanti, con Giorgetti dietro le quinte, stiano provando a cambiare il timone, mettendo proprio Zaia al comando.

Per quanto concerne la partita in Veneto, per stessa ammissione dei partiti nazionali, il centrosinistra non ha alcuna speranza, troppo forte Luca Zaia, il presidente uscente della regione che grazie al lockdown ha acquistato grande popolarità con un’ascesa incredibile nell’indice di gradimento. La Regione quindi resterà nelle mani della Lega. Sì, ma poi cosa accadrà nel partito?

 

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