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Superbonus, Salvini corregge Giorgetti: “Una droga? No, è fondamentale”

Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti nuovamente divisi? Stavolta l’argomento su cui si scontrano il leader della Lega e il ministro dello Sviluppo economico è quello del Superbonus per l’edilizia. Secondo Giorgetti si tratta di una “droga” per il settore. Salvini però corregge il tiro parlando di “strumento assolutamente efficace”.

Scontro Salvini-Giorgetti sul Superbonus

“Dobbiamo parlare del Superbonus – afferma Giorgetti in un’intervista al Corriere della Sera – Dobbiamo parlarne perché stiamo dando un sacco di soldi all’edilizia e droghiamo un settore in cui l’offerta di manodopera è limitata. Stiamo facendo salire i prezzi e contribuiamo all’inflazione. – denuncia il ministro – Diamo i soldi ai miliardari per ristrutturare le case delle vacanze. Ride tutto il mondo. Intanto rischiamo che dilaghi la disoccupazione nell’industria spiazzata dall’imposizione del passaggio all’auto elettrica entro il 2035”.

“Il superbonus è uno strumento assolutamente efficace e stiamo lavorando per aumentare la cessione del credito, in caso contrario si bloccherebbe il settore edilizio che è in ripresa. – lo corregge però il suo leader Salvini, ospite di Rtl 102.5 – È fondamentale andare avanti. Giorgetti dice che non basta il Superbonus. Ovvio che non basta, però è fondamentale andare avanti sulla via del Superbonus per aiutare gli italiani e un settore come l’edilizia”.

GIANCARLO GIORGETTI, MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

“La frontiera adesso è che con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo si superi tutto: restrizioni, divieti, green pass e si torni alla vita normale, seppur con le cautele. – cambia poi argomento Salvini – Adesso serve una grande operazione di pacificazione, di pace fiscale, con una rateizzazione, una rottamazione, ci sono milioni di cartelle esattoriale che stanno per arrivare nelle case degli italiani. E poi i temi centrali del centrodestra sono lavoro, taglio delle tasse, taglio della burocrazia, sicurezza. In primavera ci sono i referendum sulla giustizia, mi auguro che il centrodestra sia unito. Ci sono sei milioni di italiani in attesa di giudizio: se sono colpevoli non dovrebbero stare fuori, se sono innocenti non possono passare anni in attesa di giudizio. E poi c’è il tema della responsabilità civile dei giudici”, conclude.

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