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I dati (sbagliati) di Salvini: la verità dietro i numeri sull’immigrazione sbandierati i tv

Matteo Salvini aveva commentato a Porta a Porta, su Ra1, il caso di San Donato Milanese, dove un cittadino di origini senegalesi ha incendiato un autobus con 51 bambini a bordo, parlando anche dello sbarco di 49 migranti a Lampedusa dalla nave “Mare Ionio”, della Ong italiana Mediterranea. Il ministro aveva mostrato orgoglioso i risultati della sua politica contro l’immigrazione, dicendo che “i cadaveri recuperati nel Mediterraneo centrale quest’anno sono stati solo uno”. Concetto ribadito su Twitter: “meno partenze, meno sbarchi, meno morti: uno”.

Tra i dati mostrati in studio e gli annunci fatti, Salvini ha però commesso degli errori. Lo fa presente l’Agi: “il leader della Lega veicola un messaggio fuorviante, ossia che il numero dei morti nel Mediterraneo equivalga a quello dei cadaveri recuperati. I due dati però non coincidono. Secondo Salvini, che cita dati del Ministero dell’Interno, nella tratta del Mediterraneo è stato recuperato un solo corpo. Abbiamo contattato il Viminale che ci ha spiegato come il ministro faccia riferimento al ritrovamento del cadavere di un migrante iracheno disperso in uno sbarco avvenuto nel crotonese, in Calabria, a gennaio 2019″.

“Ma le statistiche sul Mediterraneo centrale – spiega l’Agi – non possono limitarsi ai ritrovamenti lungo le coste italiane. In totale, infatti, i corpi di migranti morti recuperati lungo questa rotta sono stati più di uno, come dimostrano i monitoraggi dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Per esempio, il 14 febbraio tre corpi sono stati recuperati a ovest di Sirte, in Libia. Altri due corpi il 22 febbraio e uno il 9 marzo, sempre lungo le coste dello Stato nordafricano. Il caso più recente riguarda il ritrovamento del cadavere di un bambino al largo della Libia, dopo un naufragio avvenuto il 19 marzo”.Soltanto nell’ultimo mese, quindi, i corpi ritrovati sarebbero almeno sette. Inoltre, “Salvini lascia intendere che il numero dei morti equivalga a quello dei corpi recuperati. Stiamo però parlando di naufragi, dove spesso è impossibile recuperare i cadaveri di chi ha perso la vita in mare. Stando alle stime dell’Oim, inoltre, è sì confermato un calo negli arrivi e nei decessi totali, ma anche un aumento della mortalità”.

“In sostanza – conclude l’Agi – in concomitanza delle politiche di deterrenza del nuovo governo, attraversare il Mediterraneo è più pericoloso rispetto al passato”.

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