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Salvini e Meloni all’assalto del 2 giugno: i sovranisti vogliono egemonizzare la festa

In parallelo al governo, impegnato a tenere d’occhio quotidianamente la curva dei contagi per organizzare la ripresa, c’è un altro modo, alternativo, che controlla, ragiona, programma, annuncia. Quello della destra sovranista, entrata a sua volta in una Fase 2 coincisa con le riaperture e ora pronta a sfidare in maniera diversa Giuseppe Conte, il nemico da abbattere: i sondaggi hanno dimostrato che durante il lockdown la strategia mediatica dei due leader, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ha pagato poco e niente, mentre Palazzo Chigi accresceva il proprio consenso. Tempo, allora, di approfittare della ritrovata libertà per cambiare drasticamente.

La destra sovranista metterà così in mostra le proprie anime nei prossimi giorni in maniera graduale, dalla parte più istituzionale a quella più nera e ribelle. Si inizierà il 2 giugno con un evento segnato dalle fortissime tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia e che si farà, alla fine, in tono minore. Meglio non rischiare clamorosi autogol in un momento in cui è bene comunque mostrarsi rispettosi delle normative anti-contagio. Pochi in piazza, la maggior parte parlamentari e rappresentanti di categoria, con eventuali cittadini tenuti a distanza. Meglio accontentarsi, in attesa di tempi migliori.
A mostrare il volto più duro della rabbia contro il governo Conte saranno, nel frattempo, i movimenti di più selvaggia natura, non legati direttamente a partiti e per questo più liberi di osare maggiormente. Lo hanno fatto i gilet arancioni del generale Pappalardo, scesi in strada senza mascherine e senza distanziamenti per gridare un po’ di tutto, dall’odio verso il governo alla voglia di tornare alla lira. Il 6 giugno sarà invece la volta degli ultras di tutta Italia, fianco a fianco contro “chi ha distrutto l’Italia”.Appuntamenti in sequenza, dai toni e dalle modalità ben diverse, con il comune obiettivo di alzare la tensione contro i palazzi del potere. Con la Meloni e Salvini a prendere le debite distanze da manifestazioni alle quali, in realtà, guardano con interesse e soddisfazione. Loro, i due leader sovranisti, nel frattempo tenteranno di egemonizzare la ricorrenza del 2 giugno, con tanto di fiori di un Altare della Patria spogliato di ogni profondo significato per trasformarsi a sua volta in teatro di propaganda politica. Lasciando alla destra più cattiva, per ora, strade e piazze da far crescere cattive e selvagge, prima di tornare ad arringarle dai palchi di tutta Italia.

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