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Salvini ora fa l’innamorato di Draghi: “Insieme perdiamo di vista l’orologio”

Salvini è arrivato a utilizzare addirittura un registro da innamorato per parlare del premier Mario Draghi. Non perde occasione per ostentare sintonia, entusiasmo e grande feeeling. Dopo il colloquio a due, il leader della Lega commenta: “Incontro utile, da ripetere, sostanziale condivisione, ottimi risultati dell’esecutivo, soddisfazione”. Un’ora e mezzo a tu per tu, cosi concentrati che – proprio come nelle più belle storie d’amore – “abbiamo perso di vista l’orologio”. Quanta dolcezza. E ora persino sulla tempistica dello sblocco dei licenziamenti c’è “assoluta sintonia”. Nel mezzo buona parte dell’azione di governo: fisco, giustizia, sostegni, ripresa estiva, riforma della P.A., scuola, immigrazione. (Continua a leggere dopo la foto)

Come commenta Federica Fantozzi su HuffingtonPost, “Salvini a nuora (Draghi) perché intenda suocera (il centrodestra). Ostenta i buoni rapporti con Palazzo Chigi – che, nello stile consueto, parla di ‘incontro cordiale’ – ma anche la sua rilevanza nel centrodestra, dove ambisce alla golden share. Con Draghi di federazione non si è discusso: ‘Parliamo di Italia, non di partiti’. Ai suoi ha detto: il progetto va avanti, ma vedremo come reagiscono gli alleati. A partire dai perplessi di Forza Italia, a cui ha mandato segnali di pace: non sarà un’annessione, pari dignità per tutti, nessuna fusione alle viste”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ecco perché la mossa di Salvini è doppia: “Esibisce il feeling con Draghi in chiave anti-Letta di componente più affidabile della coalizione; ma spinge molto sulla ‘concretezza’ della Lega che porta avanti un’agenda di governo ‘utile al Paese’. Così Salvini ha promesso che non si impunterà sulla flat tax ma pare che abbia chiesto il mantenimento e anche l’estensione del sistema forfettario per le partite Iva. E ha chiesto al capo del governo di risolvere il problema delle discoteche ferme da troppi mesi, i cui gestori incontrerà domani”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi ha concluso con il mantra: “L’Italia non può diventare un campo profughi dell’Ue”. E sui licenziamenti ha detto: “I settori che crescono che corrono che hanno bisogno di assumere, non di licenziare, penso all’industria e all’edilizia, devono tornare a essere liberi di agire sul mercato; poi i settori che hanno sofferto di più, penso al commercio, ai servizi, al turismo, avranno tempo fino a ottobre per organizzarsi, con l’obiettivo di un’estate da boom economico”.

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