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La fissazione di Salvini, va al Viminale dalla Lamorgese: “Cambiare rotta sui migranti”

Rieccolo, avranno pensato anche gli usceri vedendolo arrivare. Matteo Salvini ha fatto ritorno al Viminale, stavolta da visitatore e – come noto – non da ministro. Ad accoglierlo, appunto, è stata il ministro in carica, Luciana Lamorgese, la quale pare aver sfoderato il migliore dei sorrisi mentre dentro di sé è facilmente immaginabile cosa stesse pensando. Salvini era lì per parlare (ancora?!) di immigrazione. Per il leader della Lega quella continua a essere un’emergenza, oltre che una sua particolare fissazione.

Il leader della Lega è tornato per la prima volta al Viminale da quando ne era uscito dopo la caduta del Conte 1. Quaranta minuti di “colloquio cordiale” – dico fonti del ministero – una sorta di “riconciliazione” invece secondo la Lega, indispensabile per preparare il terreno al tentativo di imprimere quello che secondo Salvini è l’auspicabile cambio di rotta sulle politiche migratorie.

Nel tardo pomeriggio, poi, Matteo Salvini ha incontrato anche il capo della Polizia di Stato, Lamberto Giannini, per discutere con lui delle nuove assunzioni tra le forze dell’ordine per la sicurezza del territorio. È stato lo stesso leader della Lega a raccontare dell’incontro, pubblicando un post sul suo profilo Twitter: “Ho sempre a cuore le sorti della polizia di Stato, c’è bisogno di un piano straordinario di assunzioni”.

Ha aggiunto poi Salvini: “Nei prossimi anni andranno in pensione sei o sette mila uomini all’anno, e se ne formeranno sole 3-4 mila, si tolgono dalle strade due o tremila poliziotti all’anno, bisogna correre”. Il leader della Lega ha poi chiesto di utilizzare di più i servizi segreti per un controllo dei movimenti dai paesi di partenza sull’altra sponda del Mediterraneo.

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