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Letta-Salvini, tensione alle stelle. Il dem: “O dentro o fuori”. La replica: “Provocatore”

La Lega di lotta e di governo, che fa maggioranza e opposizione al tempo stesso, inizia a dar fastidio alla maggioranza. E a quanto pare anche ai suoi stessi elettori, visto il calo drastico di quasi un punto percentuale nell’arco della passata settimana. “La Lega fuori dal governo? Ho tutta l’intenzione di stare dentro, per le nostre idee e le nostre battaglie, anche se qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd di Letta”. Dai microfoni di “Non Stop News” su Rtl 102.5, il leader della Lega Matteo Salvini risponde al segretario dem, che ieri aveva tuonato contro l’alleato di governo dicendogli, praticamente, decida se stare dentro o fuori. (Continua a leggere dopo la foto)

La Lega, quindi, c’è ma “basta che Letta non provochi continuamente, come sta facendo parlando di ius soli, di immigrati, chiedendo che Salvini vada a processo…e basta!”. Una delle tante lamentele che il segretario del Pd aveva lanciato dallo studio di “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata riguardava la raccolta firme per abolire il coprifuoco portata avanti dalla Lega. “È venuta dal basso – spiega Salvini – una richiesta assolutamente trasversale: non è politica ma risponde ad una voglia di libertà da parte dei cittadini”. (Continua a leggere dopo la foto)

Salvini quindi rilancia, tanto per far felice Letta: “Se c’è qualcosa che non convince, come il coprifuoco, che non ha senso, ma è scelta politica, lo diciamo, in 24 ore quasi 60mila persone hanno firmato il nostro appello online. Il coprifuoco non porta vantaggio, non c’è in Europa, non c’è a Madrid. Se la scienza dice bianco e giallo, perché devo restringere la libertà? Per me dipende dal buon senso, che fai alle 22.01, fai le retate?”. Continua Salvini: “Siamo d’accordo con Draghi: entro metà maggio ci sarà un aggiornamento in base ai dati scientifici, se continueranno a essere positivi, dal nostro punto di vista la riapertura deve essere totale, con azzeramento del coprifuoco”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi la solita stoccata al ministro Speranza: “C’era chi voleva tenere tutto in rosso o arancione fino a giugno e noi dai…”. Sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti che mercoledì arriverà in Senato, però, Salvini ci va cauto e dice che prima vuole “leggerla, ma oggi si sceglie in Parlamento sui 200 miliardi. Faccio quello che può andare a buon fine. Penso che in Parlamento i numeri ci siano per un commissione d’inchiesta”. E sulle prossime sfide elettorali: “Questa mattina prenderò un caffè, assolutamente lecito e all’aperto, con Gabriele Albertini. Mi piacerebbe che tornasse a fare il sindaco e che riprendesse a far marciare Milano”.

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