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“Azzolina bocciata”. Salvini annuncia la mozione di sfiducia per la ministra dell’Istruzione

Matteo Salvini presenterà una mozione di sfiducia per la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. L’annuncio del leader della Lega a pochi giorni dal rientro a scuola. Dopo gli scontri via social e tv, Salvini ha attaccato concretamente la Azzolina su un piano istituzionale. Nel governo al momento il fronte scuola è il più caldo di tutti, con il premier Conte che si è visto costretto a intervenire vista la palese difficoltà della ministra nel gestire la situazione. E infatti in tutto il governo sta regnando il caos più assoluto, con le Regioni che non accettano gli accordi né per quanto riguarda la scuola né per quanto riguarda i trasporti.

Lucia Azzolina è stata di fatto commissariata da una task force comprendente il premier Giuseppe Conte e ministri come Paola De Micheli, Roberto Speranza e Francesco Boccia, nella convinzione che se tra due settimane andrà male, sarà automaticamente crisi di governo. Proprio per questo Salvini ha deciso di lasciare un attacco più significativo. “Assumere le migliaia di insegnanti precari che, da anni, già lavorano nelle scuole coi nostri figli. Stabilizzare almeno 20.000 insegnanti di sostegno per non lasciare indietro i bimbi disabili. Collaborare con le scuole pubbliche-paritarie per trovare le 10.000 aule mancanti. Dotare tutte le scuole di termoscanner, per misurare la febbre ai bimbi all’ingresso” ha elencato il leader leghista.

Salvini ha poi aggiunto: “Dimenticare la mascherina obbligatoria per i bimbi in classe, una inutile e pericolosa follia. Smetterla di giocare coi banchi con le rotelle, di litigare con sindacati, presidi, insegnanti, governatori e famiglie. Queste le proposte della Lega. Il ministro è in grado di attuarle? No. Alla riapertura dei lavori, presenteremo una mozione di sfiducia a nome di 8 milioni di studenti e famiglie, di un milione di insegnanti, dei presidi e del personale scolastico tutto. La Scuola Italiana merita di meglio. Azzolina bocciata!”, ha concluso Matteo Salvini.

E il governo, in effetti, deve correre ai ripari al più presto. Non si riesce ancora a trovare una soluzione per i trasporti. Non si sa se gli alunni dovranno entrare in orari diversi (cosa che causerebbe più di un problema alle famiglie), i banchi non arriveranno prima del 30 ottobre e si naviga a vista anche sul fronte assunzioni. In tutto questo, infatti, il sistema di reclutamento degli insegnanti è stato ulteriormente complicato, mettendo in croce migliaia di aspiranti e precari. E dei concorsi non si sa più nulla.

 

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