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Salvini non si è più ripreso dalle Regionali: nei sondaggi cala ancora la Lega

Un trend che continua, dopo le elezioni regionali in Emilia-Romagna che hanno funzionato da spartiacque per la recente storia politica italiana. Facendo segnare la riscossa del Pd, che da quel momento in poi ha continuato a crescere nei sondaggi, la crisi nettissima del Movimento Cinque Stelle e il calo della Lega di Salvini, che fino a quel momento sembrava invincibile e che invece ora vede il suo consenso pericolosamente rosicchiato da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia.Secondo l’ultima rilevazione effettuata da Tecnè per Quarta Repubblica, trasmissione in onda il lunedì sera su Rete4, Fratelli d’Italia avrebbe quasi agganciato il Movimento 5 Stelle, ormai in caduta libera, mentre il distacco tra Lega e Pd si sarebbe ridotto di quasi tre punti in un mese, con un evidente cambio di passo soprattutto dopo le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Rispetto alla metà di gennaio la Lega avrebbe perso poco più di un punto, attestandosi ora al 30,4%. Al contrario il Pd avrebbe guadagnato un punto e mezzo percentuale e ora sarebbe al di sopra del 20%, con un dato al 20,8%.Ancora giù invece il Movimento 5 Stelle. Più del 2% perso in un mese e dato che scenderebbe oggi abbondantemente al di sotto del 15%:  i pentastellati non andrebbero oltre il 13,4%. Il tutto in netta antitesi al trend di Fratelli d’Italia, che sarebbe ormai arrivato a un solo punto di distanza dai grillini recuperando i voti persi proprio dalla Lega di Salvini, attestandosi al 12,5%. In calo ormai da mesi anche Forza Italia, che scenderebbe dello 0,8% attestandosi al 7,2%.In leggera crescita ci sarebbe invece Italia Viva (+0,2%), ma il partito di Matteo Renzi non sarebbe comunque oltre il 3,9%. Tutte le altre liste resterebbero invece al di sotto della soglia di sbarramento (con la legge attualmente in vigore, che sembra però destinata a essere modificata) del 3%: la Sinistra al 2,6%, Azione al 2,4%, mentre +Europa all’1,9% e i Verdi all’1,8%.

Così i decreti di Salvini hanno favorito il business dell’accoglienza (invece di combatterlo)