Europa

L’Italia non basta! Salvini pronto a sbarcare in Europa, la Lega prepara in segreto il “colpaccio”

Si è preso l’Italia, con i sondaggi che lo danno ormai saldamente al comando nella lista dei partiti più amati. Sogna Roma, in attesa che la giunta Raggi risolva i suoi guai con la giustizia o ne venga travolta. E punta dritto all’Europa, in una parabola ascendente che non sembra ancora conoscere la parola fine. Matteo Salvini vuole tutto e subito: in un’intervista sulle pagine di Repubblica, il leader del Carroccio non ha escluso di scendere personalmente in campo alle prossime elezioni europee, capeggiando una lista sovranista e candidandosi al ruolo di sostituto dell’odiato Juncker come presidente della Commissione Ue. I continui contatti tra la Lega e le varie forze populiste dell’Unione di questi mesi, quindi, potrebbero dare presto dei frutti.

Il Capitano era d’altronde stato molto chiaro anche ai microfoni Rtl 102.5, quando aveva parlato, con riferimento all’imminente tornata elettorale, di “un’occasione per salvare l’Europa, che stanno affondando quelli che la stanno governando da una vita, i socialisti e i democristiani. Noi vogliamo ridare vita al sogno europeo con al centro i cittadini”. L’idea è allora quella di un’alleanza tra popoli sovranisti per conquistare le istituzioni di Bruxelles e cambiare dall’interno l’Unione. Una causa che ha spinto Salvini a girare l’Europa per confrontarsi con Orban, Heinz-Christian Strache, i Democratici Svedesi e i tedeschi di Alternative für Deutschland (Afd).
Chi, però, tra tanti papabili candidati potrebbe presentarsi per scalzare Juncker? Sui giornali, in questi giorni, era avanzata l’ipotesi dello svedese Jimmie Akesson. Salvini sta però prendendo in considerazione l’ipotesi di farsi avanti in prima persona, sostenendo di aver ricevuto in questo senso già diverse richieste dai vari amici sparsi per l’Europa. “Maggio è ancora lontano, vediamo, ci penso” ha chiosato il Capitano. A spingerlo sono però anche i compagni di partito, che sognano a occhi aperti un fronte populista e “legacentrico”. Difficile immaginare, se le richieste iniziassero a farsi più pressanti, che il Capitano si tiri indietro di fronte alla prospettiva di una nuova conquista.

I poteri forti pronti ad affondare Giggino. Salvini? Punta a Palazzo Chigi e a Bruxelles