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Salvini è già in marcia su Roma: “Pronti a governare se i cittadini lo vorranno”

Roma è nel mirino di Salvini. L’ultimo passaggio per sancire il trionfo assoluto della sua Lega, dopo le vittoriose europee che hanno sancito il primato nazionale del Carroccio. Il Capitano vuole il Campidoglio e non lo nasconde, nonostante a parole abbia rassicurato tutti sulla tenuta del governo e sulla benevolenza verso l’alleato pentastellato, in crisi dopo il responso delle urne. A Rtl 102.5 il vicepremier è stato chiaro:  “Gli equilibri interni e le sorti del partito vengono dopo. Per il momento c’è una missione enorme: cambiare le regole europee”.

Poi, il focus si è spostato sulla capitale: “A Roma siamo il secondo partito ad un pelo dal Pd. In alcune periferie, la Lega ha preso il 36 per cento, con il M5S ampiamente dietro. Un segnale dei romani nei confronti della sindaca Raggi”. Lo dice Matteo Salvini ospite di Rtl 102.05, rispondendo a Pierluigi Diaco che gli chiede se la Lega si sta preparando a guidare Roma. Riguardo l’ipotesi di un sindaco leghista nella Capitale il leader della Lega assicura: ”Il giudizio sul sindaco lo danno gli elettori quando votano, ci faremo trovare pronti”.
Salvini ha poi aggiunto: “Vi pare che in un momento storico in cui c’è una disoccupazione giovanile del 50% in alcune regioni italiane, in cui dobbiamo assumere in fretta medici e infermieri, da Bruxelles qualcuno in nome di regole del passato ci chieda 3 miliardi di multa e a settembre 20 miliardi di aumento di tasse? Ogni mia energia sarà usata per cambiare queste regole vecchie e superate. Il voto di domenica è stato una sfiducia nei confronti dell’Europa fondata sui tagli”.Per cambiare le regole in Europa, ha detto Salvini, “occorre realismo, pragmatismo e buon senso. Il voto di domenica non ha cambiato solo in Italia ma ha mandato a casa tutti quelli che stavano governando in questo momento: la Merkel, Macron, Tsipras, è stata una sfiducia nei confronti dell’Europa fondata sulla precarietà, i tagli, la disoccupazione. Se si vuole i leader si mettono al tavolo e in quindici giorni scrivono le nuove regole dove al centro viene messo il lavoro, non i numerini, il nuovo indice di benessere deve essere il tasso di disoccupazione, fino a che non si dimezza la disoccupazione in Italia si investe, si spende, si assume, si riducono le tasse”.

“O così o cade il governo”. L’ultimatum di Salvini a Di Maio