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Salvini continua a occupare la Rai ma è un flop: va in prima serata e gli ascolti sprofondano

Il governo gialloverde, guidato in tandem da Salvini e Di Maio, è già un ricordo. Sta nascendo quello giallorosso, con Conte ancora premier, e Matteo Salvini cerca di essere ancora presentissimo lì, sulle reti Rai che ha occupato appena ha preso il potere. Aveva detto che nella prima settimana di governo avrebbe tolto le accise sulla benzina e rimpatriato 600mila migranti, e invece la prima cosa che ha fatto è stata assicurarsi la Rai. I migranti sono ancora tutti qua (e per fortuna!) e le accise sulla benzina anche (mannaggia!).

Lo “Speciale Tg1 – I giorni della crisi”, con la conduzione di Francesco Giorgino, è stato visto da 1.479.000 spettatori pari all’8.3% di share, un risultato che il segretario della Commissione Vigilanza considera senza troppi giri di parole “un flop”. Come è noto, da settimane è contestata dall’opposizione e dallo stesso Michele Anzaldi la “selvaggia occupazione politica” della Lega.

Su tutti, i casi considerati più eclatanti sono quelli di “Uno Mattina”, “La Vita in Diretta” e del “Tg2”. La presenza di Matteo Salvini, ormai ex Ministro degli Interni, su Rai1 in cui “evoca complotti” dopo aver ufficialmente aperto la crisi di Governo, è stata pesantemente contestata da Anzaldi e non solo. Ancora un flop, dunque, per l’informazione Rai che punta su Salvini. Lo Speciale Tg1 in prima serata precipita all’8,3%. Un ascolto davvero basso per la prima rete Rai, quella stessa Rai di cui Salvini in diretta si è detto “contento” e che ha ringraziato.

La selvaggia occupazione politica messa in atto in particolare dalla Lega sta danneggiando molto il servizio pubblico. Da giorni Salvini a reti unificate evoca complotti dopo essere stato lui ad aprire la crisi, lancia accuse diffamatorie come su Bibbiano, racconta bugie a getto continuo senza alcun tipo di contraddittorio.

Basti pensare alla balla di volere il voto a tutti i costi: mentre lo ripeteva sui social come un disco rotto, in realtà offriva a Di Maio Palazzo Chigi pur di restare al Viminale. È urgente affrontare il caso Rai, per tutelare non soltanto il pluralismo e la correttezza dell’informazione, ma anche il patrimonio stesso del servizio pubblico, che sta progressivamente perdendo la leadership in un settore chiave quale è l’informazione, il principale motivo per cui i cittadini pagano il canone.

 

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