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Salvini non ha pagato gli straordinari dei “suoi amati” poliziotti. Ora tocca a Lamorgese

“E io pago!”, avrà detto la neoministra dell’Interno subito dopo aver preso possesso della scrivania del Viminale ereditata da Salvini. Citando Totò, la ministra Lamorgese avrà alzato gli occhi al cielo, rendendosi conto a poco a poco quanto è costata e quanto costerà ancora la propaganda salviniana. Ricordate il Capitano con le divise della Polizia, i selfie con le forze dell’ordine e tutta la sua retorica sui “poveri poliziotti” ai quali avrebbe aumentato gli stipendi e rinnovato il contratto? Bene, nulla di questo è stato fatto. E anzi, ora ci sono da pagare i conti.

L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha lasciato da pagare ai suoi successori gli straordinari degli agenti di polizia. Di cosa si tratta? Vediamolo nel dettaglio.

La necessità di reperire risorse trova conferma nella lettera inviata il 5 settembre dal dipartimento di pubblica sicurezza al sindacato Silp Cgil che sollecitava il pagamento degli straordinari fatti nel 2018 e nel 2019. “Le prestazioni — si sottolinea — potranno essere messe in liquidazione in presenza delle accertata disponibilità finanziaria. Le ore di straordinario rese nel 2018 qualora non liquidate e non recuperate entro il 31 dicembre 2019, saranno comunque retribuite entro il 2020”.

“Sono in corso le iniziative finalizzate al reperimento delle risorse aggiuntive”, si legge. Messaggio esplicito che fa dire al segretario Daniele Tissone: “Per 14 mesi abbiamo avuto un ministro dell’Interno che ha parlato di sicurezza ogni giorno sui social, ma non ha messo risorse sufficienti per le esigenze dei ‘suoi’ poliziotti”.

E ancora: “Il nuovo governo non potrà fare miracoli, ma pretendiamo e auspichiamo un cambio di rotta”. Nel luglio scorso Salvini aveva polemizzato con Fico perché aveva bocciato emendamenti su “Pasti per i poliziotti, straordinari per i vigili del fuoco, vestiario per la Polizia, assunzioni nella Polizia Locale, destinazione di immobili pubblici a presìdi di Polizia”.

Sono proposte già finanziate, che se non vengono approvate vedrebbero sparire quei soldi. Gli emendamenti erano stati successivamente riammessi dalla Camera, ma tra un tira e molla e l’altro alla fine la strategia è stata quella di far slittare tutto per non pagare il conto e lasciare il tutto ai suoi successori. Magari la prossima volta il giro sulla moto d’acqua della polizia a Salvini glielo fanno pagare…

 

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