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“Voglio pieni poteri!”. Il delirio di onnipotenza di Salvini e il governo al capolinea

Matteo Salvini ha dato il colpo del k.o. al governo gialloverde e garantisce che sarà candidato premier nella campagna elettorale che lui stesso sta cercando di far partire. Chiede infatti il voto anticipato e archivia così l’esperienza del governo Conte: “Chiedo agli italiani se vogliono darmi pieni poteri per fare le cose come vanno fatte”. Una frase che fa rabbrividire e che calca ancora di più il vocabolario e la condotta dittatoriale. “Pieni poteri”, come chiese Mussolini. A margine di un comizio a Pescara, il leader leghista parla anche della prossima legge di Bilancio.

“La manovra economica la deve fare qualcuno che ha la forza e il voto del popolo italiano. Servirà certamente un confronto con l’Europa e lo dovranno fare un governo e un Parlamento legittimati dagli italiani”.

Salvini accusa in particolare alcuni ministri, come Toninelli, Costa e Trenta, sostenendo che i loro ministeri abbiano bloccato il suo operato. Poi parla del futuro prossimo: “Spero che non ci siano governi alla Scilipoti, con i voltagabbana. L’ho sempre detto che per noi dopo questo non ci sono altri governi, inciuci o Conte bis ma solo le elezioni”. Per questo Salvini ritiene che non si possa votare la legge per ridurre il numero dei parlamentari, come chiedono i 5 Stelle.

“Se approvi questa legge poi non vai più a votare”, dice riferendosi al fatto che il via libera definitivo farebbe slittare il voto per una serie di procedure inevitabili a livello elettorale, con inoltre il rischio di un referendum. Il ministro dell’Interno ribadisce la sua fiducia nel capo dello Stato: “Facciamo lavorare il presidente Mattarella, ho molto rispetto del capo dello Stato”.

Parlando in un punto stampa convocato a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha lanciato pesanti accuse al leader della Lega e suo vice, Matteo Salvini, spiegando che porterà la crisi in Parlamento e che lì riferirà su quanto avvenuto. Lo stesso ministro dell’Interno ha ufficialmente aperto la crisi di governo, rompendo l’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle e chiedendo a Conte di convocare il voto al più presto.

La risposta di Conte è stata un’accusa con tanto di attacchi personali, dicendo che Salvini vuole “capitalizzare, con il voto, i suoi consensi” nei sondaggi. E ancora: “Non permetterò più che si alimenti la narrativa di un governo che non opera, un governo dei no. Questo governo ha sempre parlato poco e lavorato molto. Questo governo non era in spiaggia, era sempre nelle sedi istituzionali a lavorare”.

 

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