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Trenta milioni di italiani verso la zona rossa: tutti chiusi in casa. E Salvini? Zitto!

Quando era fuori dal governo si agitava, urlava, occupava social, tv e giornali per dire di riaprire tutto e subito, che i lockdown sono inutili e che il governo Conte stava ammazzando il Paese intero. E ora? Ora che è al governo e dalla prossima settimana 30 milioni di italiani saranno in lockdown, Salvini sta zitto. L’Italia sarà in zona rossa nei week end per volere del governo Draghi e quindi anche della Lega. Salvini però prova a smarcarsi mettendo l’accento sulle chiusure che si effettuano “a livello locale”, ma quando i giornali calcolano che saranno tra i 28 e i 30 milioni i cittadini che rischiano la zona rossa dalla prossima settimana la sua tesi sarà difficile da sostenere. (Continua a leggere dopo la foto)

Come analizza Today, “è vero che ieri il governo ha rimandato di 48 ore la decisione sul lockdown in Italia e fatto capire che le nuove restrizioni, a differenza di quanto si pensava fino a ieri, non entreranno in vigore subito dalla prossima settimana. Ma alla fine l’esecutivo sembra orientato a inserire nel nuovo decreto o nel Dpcm che varerà le ulteriori restrizioni anche l’ingresso automatico in zona rossa con 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti che – con l’attuale quadro – significherebbe blindare da 28 a 30 milioni di cittadini”. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive Repubblica che si tratta di nove regioni e due province autonome. “Restrizioni a livello locale, certo. Ma che coinvolgeranno mezza Italia”. Il quotidiano spiega che dagli ultimi dati disponibili, a trovarsi nelle condizioni di diventare rosse sarebbero “Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, le province di Trento e Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Campania (che si è messa in rosso da sola come l’Alto Adige). Che si aggiungerebbero alle altre. E non solo: perché l’Italia è destinata, tranne Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta a finire tutta in zona rossa o arancione entro la prossima settimana mentre le regole di ogni area verranno inasprite con maggiori restrizioni”. Tutte a livello locale, come direbbe Salvini. (Continua a leggere dopo la foto)

Mentre Salvini fa finta di battersi per le riaperture, il governo Draghi fa tutt’altro. E anzi, rinvia anche di una settimana il Decreto Sostegno (ex Decreto Ristori) che doveva portare soldi nelle tasche di alcune delle categorie più colpite dalla crisi e su cui a lungo ha sciacallato la Lega. E così la strategia di lotta e di governo di Salvini piano piano è messa in difficoltà dall’attualità.

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