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Sara scomparsa nel nulla nel 2021: la notizia è appena arrivata

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  • Luigi 
Sara Pedri, ginecologa scomparsa a Trento nel 2021

Riprenderanno a breve le ricerche di Sara Pedri, la ginecologa scomparsa il 4 marzo 2021 a Trento. Originaria di Forlì, Sara lavorava dal 2018 all’ospedale Santa Chiara e da allora il suo corpo non è mai stato rinvenuto, nonostante le ricerche avessero perlustrato vaste aree, inclusa la zona vicino al Ponte di Mostizzolo, dove fu lasciata la sua auto.

Le operazioni, sospese nel 2024, potrebbero riprendere già nel marzo 2026, in occasione del quinto anniversario della scomparsa, come indicato dalla sorella di Sara, Emanuela Pedri. “Mi basterebbe ritrovare un piccolo oggetto che lei aveva quel giorno, come gli occhiali o una scarpa”, ha dichiarato Emanuela al Corriere della Sera, sottolineando l’importanza di qualsiasi indizio per far luce sulla vicenda.

La richiesta formale per la riattivazione delle ricerche nel lago di Santa Giustina, in Val di Non, è stata presentata dalla famiglia al prefetto di Trento, Isabella Fusiello, con il supporto dell’associazione Penelope Trentino Alto Adige/Südtirol. La domanda è stata accolta e rappresenta un passo significativo per la famiglia e per le indagini.

Ipotesi sulle cause della scomparsa

Le indagini attuali ipotizzano che Sara possa essersi tolta la vita, con il corpo che potrebbe essersi sommerso nel lago di Santa Giustina. Emanuela Pedri ha espresso il suo dolore per questa eventualità: “È angosciante pensare che una ragazza di 31 anni possa essere rimasta lì sotto, congelata”.

Parallelamente al caso della scomparsa, proseguono le discussioni sul contesto lavorativo in cui operava Sara. Recentemente, l’Azienda sanitaria provinciale è stata condannata a risarcire con 240mila euro l’ex primario Saverio Tateo, assolto dalle accuse di maltrattamenti insieme alla vice Liliana Mereu.

Emanuela Pedri ha spiegato che la causa civile tra il primario e l’Azienda Sanitaria è distinta dal processo penale ancora in corso: “Sono due procedimenti separati che non devono essere confusi”. Il giudice del lavoro ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Tateo, avvenuto dopo la scomparsa di Sara, ma la famiglia sottolinea che questa decisione non incide sul caso né sulle responsabilità.

La famiglia Pedri continua a chiedere risposte e a mantenere alta l’attenzione sull’intera vicenda. “Cercare è non arrendersi”, ha ribadito Emanuela, sperando che le nuove ricerche nel lago di Santa Giustina possano fornire almeno qualche indizio utile a chiudere un capitolo doloroso durato quasi cinque anni.

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