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Agli italiani piacciono le Sardine: già in doppia cifra nei sondaggi. Mentre la Lega cala

“Speriamo di non avere 20 anni di Salvini”. Parola di Mattia Santori, uno dei fondatori del movimento che ha riempito oltre 200 piazze negli ultimi due mesi e che, ospite di Lucia Annunciata a Mezz’ora in più, ha spiegato quale saranno le prossime mosse delle Sardine e chiarito il loro rapporto con i partiti. Il Movimento 5 Stelle? “Siamo diversi geneticamente”. Il Pd? “L’unico che ci ha dato ascolto, è un partito che si è messo in discussione”. Il futuro delle Sardine? “A marzo presenteremo una proposta di organizzazione nazionale”. Sì, ma quanto male questo ipotetico partito delle Sardine? A dirlo sono i numeri: secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dall’istituto di ricerca Tecnè il movimento guidato da Mattia Santori se si presentasse con un proprio simbolo raccoglierebbe l’11,4%, fatto che li collocherebbe come quarta forza politica italiana.

La Lega continua invece il calo di consensi e anche secondo Tecnè, rispetto all’ultima rilevazione, è in calo. Infatti il partito di Matteo Salvini è accreditato del 31.9%, lasciando sul terreno mezzo punto percentuale. Al secondo posto si piazza il Partito Democratico che guadagna anche qualcosa ed è al 19,3%. Il Movimento 5 Stelle scende sotto la soglia del 16 ed è dato al 15,4%, mentre Fratelli d’Italia si consolida in doppia cifra al 10,6%. In crescita anche Forza Italia all’8,1% (+0,4%), tendenzialmente stabile Italia Viva al 3,9%.

La Sinistra è al 2,7%, Azione dell’ex ministro Carlo Calenda è preferita dal 2,1% degli intervistati, i Verdi sono quotati all’1,7%, +Europa all’1,6%. Gli altri sono al 2,7%. Interessante la rilevazione sul potenziale partito guidato da Mattia Santori. Tecnè, infatti, ha posto la domanda sulle intenzioni di voto se si presentasse anche questo movimento con un proprio simbolo. La risposta è chiara: le Sardine sono date all’11,4%, cifra record da quando gli istituti di ricerca hanno iniziato la rilevazione. In questo scenario a perdere maggiormente sono PD (-4,4%), che secondo i flussi contribuirebbero al 35%, e M5S (3,4%) che formerebbero il 27% dell’elettorato.

E intanto Santori assicura: “Dopo il voto in Emilia si apre una terza fase, per tornare a una dimensione nazionale e dare una struttura al movimento. Ci prenderemo il mese di febbraio per dialogare con i territori – ha detto – e arrivare a fare una proposta di organizzazione a inizio marzo, per lanciare un messaggio unitario, non frammentato, dare delle linee guida, creare dei referenti, iniziare a capire una linea politica dalle tante sfaccettature del movimento”.

 

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