Giustizia

Savoini e i rapporti con il reclutatore di mercenari per la causa filorussa in Donbass

Savoini è un vaso di Pandora: ora si scoprono tutti gli altarini. Oltre al caso Moscopoli per la trattativa tra soldi della Russia da far arrivare alla Lega di Salvini, ora c’è un’altra indagine che lo vede coinvolto. Il nome di Gianluca Savoini, e le sue amicizie pericolose, non sono soltanto “di passaggio”, nell’ordinanza di custodia cautelare che lo scorso agosto ha mandato in carcere tre persone, condannate dal gip di Genova appena due settimane fa nel primo processo sui combattenti filorussi finiti a imbracciare le armi in Ucraina.

Ma compare, più approfonditamente, nell’informativa che i carabinieri del Ros avevano consegnato al pubblico ministero Federico Manotti, della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova. Documento finito poi agli atti del processo, ma ancora inedito.

Il presidente dell’associazione Lombardia Russia viene intercettato perché il 22 giugno 2015, da un’utenza intestata al Consiglio regionale lombardo, chiama Orazio Gnerre, uno dei “rossobruni” tuttora indagati in uno stralcio d’inchiesta sui presunti reclutatori di combattenti per la causa filorussa. Quel giorno a Milano, nello spazio “Melampo”, l’associazione Lombardia Russia aveva organizzato una conferenza di Dugin.

“Gnerre – scrive il Ros – veniva contattato dal presidente dell’associazione Savoini Gianluca, che dopo aver ricevuto conferma del fatto che Gnerre avrebbe partecipato alla conferenza in argomento, lo invitava a trattenersi anche a cena con Dugin”.

Per gli inquirenti, Gnerre aveva partecipato anche a uno degli incontri di San Pietroburgo organizzati dall’associazione Lombardia Russia. E infatti, sempre in base a quanto raccolto dai carabinieri del Ros, e poi ripreso dal gip, “pare opportuno segnalare che al Forum Internazionale Conservatore Russo, tenutosi a San Pietroburgo nel mese di marzo 2015 ed organizzato dal partito Rodina con il patrocinio del Cremlino, avevano partecipato, oltre ai coindagati Gnerre Orazio Maria e Pintaudi Luca, anche numerosi militanti neonazisti, antisemiti ed omofobi europei”.

Tra i quali, citano gli inquirenti, “Fiore Roberto”, “Bertoni Luca dell’Associazione Lombardia- Russia”, e “Osipova Irina, dell’associazione italo russa Rim che sta collaborando al lancio di “Sovranità”, la forza politica di cui è promotrice CasaPound nell’ambito della sua alleanza con la Lega Nord”.

Gnerre, invece, si legge sempre nell’ordinanza, all’interno dell’associazione Millennium-Pce fa parte del “Coordinamento Solidale per il Donbass, attivo pubblicamente nell’assistenza umanitaria verso le popolazioni del Donbass, vittime sacrificali della guerra civile scoppiata nella primavera 2014, ed occultamente attraverso l’opera di Gnerre Orazio Maria e Pintaudi Luca nel reclutamento di mercenari da instradare in quell’area, arruolandoli nelle milizie filorusse, notoriamente riconducibili alle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

L’estrazione politica dei due principali riferimenti (estrema destra Gnerre, estrema sinistra Pintaudi) dà l’esatta portata della trasversalità del soggetto reclutatore, ideologicamente disinteressato ad avere un marchio politico tradizionale ed invece orientato verso posizioni eurasiatiche, sulla scia delle teorie propugnate dal filosofo russo Alexander Dugin, a sua volta punto di riferimento anche per i miliziani filorussi nel Donbass.

 

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