
In un piccolo paese dove ci si conosce tutti per nome, la mattina di oggi avrebbe dovuto essere come tante altre. Il profumo del pane, le chiacchiere in negozio, i saluti veloci in via Marconi. Invece, in pochi istanti, Mongardino si è fermata di colpo, avvolta da un silenzio che racconta una tragedia enorme.
Tutto è successo in un magazzino affacciato proprio su quella strada che attraversa il cuore del paese, nell’Astigiano. Un luogo familiare, quasi una seconda casa per chi lo frequentava ogni giorno. Lì dentro c’era un uomo che tutti conoscevano, impegnato nel suo lavoro come sempre, fino a quando qualcosa è andato terribilmente storto.
Nel magazzino attiguo al negozio di via Marconi stava lavorando Michele Penna, 73 anni, storico panificatore di Mongardino. Un volto simbolo del paese, uno di quelli che ci si aspetta di trovare sempre lì, tra sacchi di farina e profumo di grissini appena sfornati. Secondo le prime ricostruzioni, Michele stava spostando alcuni bancali di merce con un muletto. Un’operazione di routine, fatta chissà quante volte nella sua vita. Ma questa volta qualcosa è andato storto: il carrello elevatore si sarebbe ribaltato, travolgendolo e schiacciandolo in un istante, senza lasciargli scampo.
L’allarme è scattato subito. Una delle figlie, presente sul posto, ha chiamato il 118. Nel cielo sopra Mongardino è arrivato anche l’elisoccorso decollato dalla base di Alessandria, un segno di quanto la situazione fosse grave. L’elicottero ha sorvolato il paese, ma per Michele era già troppo tardi. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto pochi minuti dopo l’incidente. In un comune di poco più di 800 abitanti, la notizia si è diffusa con una rapidità impressionante, rimbalzando da una casa all’altra, da un telefono all’altro, lasciando tutti increduli.
Nel magazzino sono arrivati i carabinieri della Stazione di Castello d’Annone e gli ispettori dello Spresal di Asti, chiamati a fare chiarezza su quanto accaduto. Come da prassi in questi casi, è stato disposto il sequestro del muletto per analizzare ogni dettaglio e capire la dinamica esatta dell’incidente. La salma di Michele è stata poi restituita alla famiglia per l’organizzazione dei funerali. Il pubblico ministero non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia, un segnale di come, fin dalle prime ore, la dinamica sia apparsa sufficientemente chiara agli inquirenti.
Michele Penna non era “solo” il panettiere. Era il punto di riferimento di un’intera comunità. Lascia la moglie Camillina e le figlie Monica e Daniela, ma anche un’intera Mongardino che oggi si sente orfana. “Sono tutte devastate – ha raccontato il sindaco Fausto Gulino – ma lo è anche l’intero paese. Michele era una persona stimata, un grande lavoratore: riservato, concreto, sempre attivo”.
Nato e cresciuto lì, Michele aveva ereditato dal padre il laboratorio di panificazione e, con anni di lavoro instancabile, lo aveva trasformato in un grissinificio di successo, conosciuto in tutto il Piemonte. I suoi grissini erano arrivati lontano, ma lui era rimasto sempre lo stesso, legato al suo paese e alle sue abitudini. Quando aveva deciso di cedere l’attività, non si era comunque fermato: aveva continuato a gestire il negozio del paese, l’unico rimasto, lavorando fianco a fianco con le figlie. Quel negozio non era solo un esercizio commerciale, ma un luogo d’incontro, di saluti e confidenze veloci tra una spesa e l’altra.
Fuori dal lavoro, Michele coltivava una grande passione per le auto storiche. Le restaurava con cura artigianale, pezzo dopo pezzo, come si fa con le cose che si amano davvero. Un hobby che racconta molto di lui: pazienza, dedizione, amore per ciò che è fatto bene e con le mani.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità. “Era una presenza costante – ha aggiunto il sindaco – una di quelle persone che tengono vivo un paese. Oggi Mongardino è un po’ più povera”. Parole semplici, ma che descrivono perfettamente cosa significhi perdere non solo un commerciante, ma un pezzo di identità collettiva. In queste ore, tra via Marconi e il piccolo centro dell’Astigiano, si incrociano sguardi, si condividono ricordi, si abbassa la voce quando si pronuncia il suo nome. Mongardino si prepara a dirgli addio, con il dolore di chi sa che, da domani, quel negozio e quel magazzino non saranno più gli stessi.