Vai al contenuto

Olimpiadi, decisione shock per l’Italia: “Addio, me ne vado!”

  • Web
  • Luigi 
Atleti di sci alpino durante le Olimpiadi Milano Cortina 2026

I deludenti risultati ottenuti dagli atleti italiani nelle discipline tecniche dello sci alpino alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 hanno portato a un’importante decisione: Mauro Pini, responsabile del settore tecnico maschile, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato.

“Mi assumo la responsabilità per i risultati sotto le aspettative degli atleti italiani nelle discipline tecniche. Dopo un’attenta riflessione e valutato il venir meno del necessario rapporto di fiducia reciproco con i superiori, ritengo opportuno fare un passo indietro”, ha dichiarato Pini, ringraziando la Federazione Italiana Sport Invernali per l’opportunità concessa.

addio dimissioni shock

Bilancio negativo nelle gare tecniche

Le gare di slalom gigante e slalom speciale hanno evidenziato le difficoltà della squadra azzurra, storicamente competitiva in queste specialità. Nel gigante, soltanto Giovanni Franzoni è riuscito a completare la prova, chiudendo al 24° posto, distante dalle posizioni di vertice.

Nello slalom speciale, il migliore tra gli italiani è stato Tommaso Saccardi, 12° al termine delle due manche, un risultato dignitoso ma insufficiente per ambire alle medaglie.

Altri atleti fuori gara e problemi di continuità

La gara è stata segnata anche dalle uscite anticipate di Alex Vinatzer e Tobias Kastlunger in entrambe le prove, mentre Luca De Aliprandini non ha concluso il gigante e Tommaso Sala è stato eliminato nello speciale, aggravando il bilancio complessivo della squadra.

Un aspetto particolarmente critico riguarda la mancanza di continuità nelle seconde manche, spesso decisive per la conquista delle medaglie. Errori tecnici e uscite di pista hanno compromesso la resa complessiva degli azzurri.

Prospettive future e riorganizzazione tecnica

Le dimissioni di Pini rappresentano un primo scossone nel settore tecnico maschile dello sci alpino italiano. La federazione ora dovrà valutare come riorganizzare la struttura tecnica in vista dei prossimi impegni internazionali e della necessaria ricostruzione del gruppo.

Per l’Italia dello sci alpino maschile si apre una fase di riflessione profonda. Le Olimpiadi di casa, che avrebbero dovuto consacrare un ciclo di lavoro, hanno invece evidenziato fragilità che impongono scelte immediate e un cambio di rotta.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure