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Scintille Europa-Usa, Trump all’attacco: “L’Ue fa concorrenza sleale”

Trump va all’attacco di Mario Draghi attraverso il proprio account Twitter: “Ha appena annunciato il possibile arrivo di altri stimoli, facendo immediatamente calare l’euro contro il dollaro, e rendendo ingiustamente più facile per loro (l’Europa) competere con gli Stati Uniti. Sono anni che lo stanno facendo, insieme alla Cina e ad altri”. Un attacco che ha un bersaglio preciso, il presidente uscente della Banca Centrale Europea. 


La colpa di Draghi? Aver promesso, durante la conferenza di Sintra in Portogallo, “ulteriori stimoli in assenza di miglioramenti dell’economia tali da favorire il ritorno all’inflazione”. Il presidente della Bce ha parlato di un rilancio del quantitative easing e di ulteriore taglio dei tassi di interesse: “Se la crisi ci ha insegnato qualcosa, è che noi useremo tutta la flessibilità disponibile. Lo faremo ancora in futuro per rispondere a qualsiasi sfida all’obiettivo di stabilità dei prezzi”.

Parole che, ricorda Open, suonano sulla falsariga di quel “Whatever it takes” pronunciato nel 2012 per mettere fine alle speculazioni sull’euro che avrebbero potuto abbattere i Paesi più deboli dell’eurozona. Grazie a questa mossa, lo spread Btp-Bund, ovvero la differenza tra i rendimenti buoni del tesoro italiani e quelli tedeschi, è sceso sotto i 250 punti, ai minimi da aprile. L’euro è scivolato sotto gli 1,12 dollari, diventando così più competitivo, la borsa è in rialzo.Quando Mario Draghi parla di “taglio dei tassi” fa riferimento ai tassi di interesse sui soldi che le banche prestano a famiglie e imprese sotto forma di mutui o prestiti. Si tratta di una misura di politica economica molto utile nelle fasi di stagnazione (mancata crescita) e, più in generale, quando l’economia di uno o più Paesi è in difficoltà.

Il meccanismo funziona così: la Banca centrale europea “presta” soldi alle banche a un tasso più basso e le banche fanno lo stesso con imprese e famiglie. In questo modo, si favoriscono gli investimenti (se il denaro “costa meno” si è più propensi a chiederlo in prestito perché si dovranno restituire meno interessi) stimolando l’economia.

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