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Scioperi, tensioni durante il corteo studentesco: bombe carta e fumogeni

Una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate durante il corteo degli studenti in corso a Roma, 16 ottobre 2026 ANSA / Fabio Cimaglia — A United States flag and an Israeli flag were burned during a student march currently taking place in Rome, 16 ottobre 2026 ANSA / Fabio Cimaglia

Momenti di tensione venerdì 16 ottobre a Roma durante il corteo degli studenti nella giornata della mobilitazione chiamata “No Meloni Day”. Lungo il percorso un gruppo di giovani incappucciati ha lanciato bombe carta e petardi, acceso fumogeni e spostato cassonetti in mezzo alla strada, mentre il corteo raggiungeva il ministero dell’Istruzione. Altre notizie nella sezione scuola.

Il corteo da piazza dell’Esquilino al ministero

Il corteo è partito da piazza dell’Esquilino e, passando per via Cavour, ha raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. All’appuntamento, lanciato dal coordinamento studentesco autonomo romano e dal collettivo Osa, hanno partecipato, secondo le cronache, alcune migliaia di studenti delle scuole superiori. Le fonti parlano di cifre diverse, da centinaia a migliaia di partecipanti.

Gli incappucciati e i cassonetti

I momenti più critici si sono registrati tra Testaccio, via Marmorata e viale Aventino. Un gruppo di circa cinquanta giovani, con passamontagna e cappucci e con ombrelli scuri per schermarsi, si è mosso all’interno del corteo. Alcuni hanno fatto rotolare i cassonetti sulla carreggiata, creando barricate improvvisate, altri hanno acceso fumogeni e lanciato petardi e bombe carta.

Petardi contro il ministero

Arrivati davanti al ministero dell’Istruzione, tra bombe carta, fumogeni e sirene, gli studenti hanno lanciato petardi contro l’edificio, cantando “vogliamo più aule, non più bombe”. Nel corteo, secondo le cronache, sono state notate decine di bandiere palestinesi e una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate.

Perché protestano gli studenti

Gli studenti protestano “contro il decreto scuola” e chiedono “investimenti nell’istruzione e disinvestimenti nella guerra”, oltre a denunciare il caro vita, i tagli alla scuola e le spese militari. Lo slogan della mobilitazione, ispirata alle proteste studentesche in Francia e Spagna, è “Facciamo come la Francia”. Dagli organizzatori arriva l’annuncio: “Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima saranno cento”.

Tensioni anche a Torino, Bologna e Verona

La giornata di mobilitazione ha coinvolto altre città. A Torino alcuni manifestanti hanno lanciato uova contro gli agenti schierati a protezione dell’Ufficio scolastico regionale e hanno dato fuoco con dei fumogeni a un carro armato di cartone. A Bologna, davanti alla stazione, gli studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie e c’è stato un momento di contatto con gli agenti della Questura, che li hanno respinti con gli scudi. Tensioni segnalate anche a Verona.

Cosa non è noto

Nelle informazioni disponibili non risultano feriti né arresti o denunce a Roma. Non sono state rese note le identità dei giovani incappucciati, che secondo le cronache costituivano un gruppo minoritario all’interno di un corteo ben più numeroso. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza.

Fonte: La7, Il Messaggero, Leggo.it, Il Fatto Quotidiano, Quotidiano.net, Blitz Quotidiano, La Capitale News

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