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Scontri a Genova, il giornalista Origone “si è meritato le manganellate”

Una giornata in cui è successo un po’ di tutto, quella del 23 maggio scorso. Quando a Genova si sono incrociati da un lato un comizio politico di CasaPound, dall’altro la manifestazione degli antagonisti. Nel mezzo la polizia che, di fronte al pericolo di un cittadino, è scesa in strada per garantire la sicurezza. Non senza polemiche, con la vicenda del pestaggio del giornalista di Repubblica Stefano Origone, accompagnata dai video delle violenze degli agenti, che hanno fatto discutere. 

Origone ha poi raccontato quegli attimi concitati in cui gli agenti gli sono arrivati addosso, spiegando poi di aver riportato la frattura di due dita della mando e varie ecchimosi a causa dei colpi subiti. Nel video di Local Team è possibile vedere il momento dell’aggressione e l’intervento di un agente che si era diretto verso di lui in sua difesa cercando di allontanare i colleghi. Il questore ha già chiesto scusa al giornalista, mentre il pm ha annunciato l’intenzione di aprire un’inchiesta.
Nel mezzo, tanti messaggi di solidarietà verso il cronista finito vittima della rabbia degli agenti, in un pomeriggio in cui la tensione era alle stelle. Ma non sono mancate voci fuori dal coro, commenti social che ancora una volta sono la perfetta sintesi del clima che si respira in un Paese dove lo scontro è ormai una costante: “Tanto anche questo qui era nel corteo a dare manforte ai ‘democratici’, quindi le botte che si è preso saranno meritate”.Secondo un tweet de Il Primato Nazionale, la testata giornalistica di CasaPound, il pestaggio del giornalista di Repubblica “non è altro che il risultato della sistematica campagna di odio seminata dal giornale per cui scrive”. In risposta a tali affermazioni l’anonimo Telemaco57 commenta così: “Mah, peccato ne ha prese poche, prima seminano odio, poi si lamentano per qualche legnata”.

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