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Non è l’Arena, Sandra Amurri attacca Rula Jebreal: “Non sono putiniana”

Rula Jebreal e Sandra Amurri protagoniste di un durissimo scontro a distanza sulla guerra in Ucraina. La giornalista di origini palestinesi accusa diversi colleghi, tra cui la Amurri, di strizzare troppo l’occhio alle ragioni dei russi. Ma Sandra Amurri non ci sta ad essere etichettata come la confidente del conduttore russo amico di Putin, Vladimir Solovyev. Per questo conferma anche di aver deciso di ricorrere alle vie legali per difendersi da quelle che bolla come calunnie sul suo conto.

Sandra Amurri

Massimo Giletti spiega che Rula Jebreal non ha voluto rispondere alle domande di Non è l’Arena per chiarire lo scontro via social avuto con la collega Sandra Amurri, accusata in pratica di stare dalla parte dei russi. “Non mi ha attaccato, ha fatto di peggio. – spiega la Amurri – Cioè lei ha messo in moto su Twitter una vera macchina del fango nei miei confronti, affermando cose pesantissime. Lei che tra l’altro è una paladina a difesa delle donne. Ma il punto è che lei non condivide le mie opinioni”.

“Lei la prima volta che era ospite qui Vladimir Solovyev ha pubblicato un tweet con la foto dello studio di Non è l’Arena accusandomi di difendere uno che ha detto che Hitler era una persona coraggiosa”, si sfoga Sandra Amurri spiegando di aver chiesto conferma al giornalista russo, il quale le ha spiegato di non aver mai detto una cosa del genere. Ma Rula Jebreal non si è data per vinta e in un successivo tweet ha scritto: “Ecco il giudizio dei giudici italiani di scarsa credibilità soggettiva e professionale. Si capisce perché va d’accordo con Solovyev”.

Una sentenza dei giudici che secondo la Amurri non è mai avvenuta. Si tratterebbe dunque di una calunnia nei suoi confronti. “Si contrastano le opinioni. Non si demoliscono le persone. – sbotta definitivamente la Amurri – A me non va bene questo clima in cui una persona che fa delle domande, che si pone dei dubbi, venga catalogata come putiniana o la spalla di Solovyev. Io sono una giornalista. Sono abituata a pensare con la mia testa. E rivendico il diritto di esprimere le mie opinioni senza per questo essere insultata o calunniata”, conclude.

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